Clima e pandemie: perché il riscaldamento globale ci sta rendendo più vulnerabili
Eventi meteo estremi e temperature più alte creano condizioni che facilitano e accelerano la riproduzione delle zanzare e la loro trasmissione delle malattie
© ansa
Gli impatti del cambiamento climatico stanno cominciando a farsi sentire anche sulla salute: temperature più alte ed eventi meteorologici estremi, come le piogge particolarmente intense, alimentano le epidemie creando condizioni che facilitano e accelerano la riproduzione delle zanzare e la trasmissione delle malattie da parte di questi insetti. Lo dimostra lo studio pubblicato sulla rivista One Earth e realizzato dall'Università americana di Stanford.
La ricerca suggerisce però anche alcune possibili strategie: secondo i ricercatori coordinati da Erin Mordecai, il controllo mirato delle zanzare, le vaccinazioni e aree urbane più resilienti potrebbero aiutare ad attenuare l'impatto della crisi climatica.
Il caso del Perù
Gli autori dello studio hanno analizzato il caso del Perù: in questo Paese, nel 2023, un forte ciclone e un clima particolarmente umido sono stati seguiti da un'epidemia di dengue dieci volte più estesa del normale. La dengue è una malattia virale trasmessa dalle zanzare che colpisce ogni anno decine di milioni di persone in tutto il mondo e che, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, dal 2000 si è intensificata di oltre dieci volte a livello globale.
Usando una tecnica statistica sviluppata in economia, i ricercatori hanno stimato che il 60% dei casi di dengue osservati in Perù può essere direttamente collegato a caldo e piogge intense. Ciò significa che ci sono 22mila persone che non si sarebbero ammalate se non ci fossero state queste condizioni meteorologiche, la cui probabilità è quasi triplicata per via del cambiamento climatico. Questo tipo di analisi può essere applicata anche a uragani, monsoni e altri eventi estremi in tutto il mondo, fornendo informazioni utili per limitare la diffusione di epidemie simili.
