l'allarme degli esperti

L'obesità fa aumentare del 60% i rischi per il cuore

Secondo la Società italiana dell'obesità "le analisi perfette non sono una garanzia per il futuro, anche quando i parametri metabolici sono impeccabili"

13 Apr 2026 - 17:25
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Un importante eccesso di peso, pur senza complicanze immediate, può aumentare fino al 60% il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari aterosclerotiche. Precisamente, il rischio sale del 46% negli uomini e del 34% nelle donne. Ancora più alto è il pericolo di insufficienza cardiaca: un aumento del 63% per gli uomini e del 69% per le donne.

È quanto emerge dallo studio, realizzato dall'Imperial College di Londra su oltre 157mila persone seguite per tredici anni, pubblicato sulla rivista American Journal of Preventive Cardiology e rilanciato dalla Società italiana dell'obesità (Sio).

"Per anni, il concetto di metabolicamente sano è stato il porto sicuro per chi, pur convivendo con un forte eccesso di peso, mostrava analisi del sangue perfette, niente diabete, pressione nella norma e colesterolo sotto controllo", osserva Silvio Buscemi, presidente della Sio. "Ma la scienza accende un semaforo rosso: quel porto sicuro non esiste. In altre parole, anche quando i parametri metabolici sono impeccabili, l'obesità aumenta drasticamente il rischio di malattie gravi rispetto a chi ha un peso nella norma", prosegue. Inoltre, dice ancora Buscemi, "i dati sul rischio di sviluppare la steatosi epatica associata a disfunzione metabolica sono ancora più allarmanti. Si parla di un aumento del 137% negli uomini e del 344% nelle donne. Anche senza malattie metaboliche evidenti, il rischio di morte per qualsiasi causa aumenta del 36% negli uomini e del 27% nelle donne".

Impatto peggiore dell'obesità sulle donne

 Un aspetto cruciale emerso dalla ricerca riguarda le differenze di genere. "L'impatto dell'obesità sulle donne sembra essere più aggressivo. In particolare, la circonferenza vita si è rivelata un segnale d'allarme fondamentale (girovita superiore a 88 cm)", specifica il presidente della Sio.

Le conseguenze della comparsa dei problemi metabolici

 Se l'obesità da sola è pericolosa, quando si aggiungono i classici problemi metabolici, ovvero ipertensione, diabete o dislipidemia, la situazione precipita. Lo studio dimostra che la presenza di anomalie metaboliche raddoppia i tassi di eventi negativi legati all'obesità. "Il rischio non è 'acceso o spento', ma segue un gradiente preciso: più la colonna della bilancia sale (passando dall'obesità di classe I alla III) e più si accumulano disturbi metabolici, più la probabilità di finire in ospedale per infarto, ictus o insufficienza renale aumenta", evidenzia Buscemi. 

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