LO STUDIO USA

Baci sicuri anche per i celiaci: adesso lo dice la scienza

Secondo uno studio della Columbia University di New York, il glutine può essere trasferito dal partner, ma le quantità sono troppo piccole per dare luogo a reazioni immunitarie

10 Apr 2026 - 11:53
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I baci non rappresentano un rischio per chi soffre di celiachia che non è un'allergia ma una patologia autoimmune: anche se il glutine può essere trasferito dal partner non celiaco, le quantità sono troppo piccole per dare luogo a reazioni. È il dato che emerge da uno studio della Columbia University di New York pubblicato sulla rivista Gastroenterology.

"L'attuale gestione della celiachia prevede una dieta restrittiva senza glutine. Gli studi hanno riportato l'ansia dei pazienti con celiachia riguardo al trasferimento di glutine attraverso il bacio, ma mancano i dati a sostegno di questa preoccupazione", scrivono i ricercatori che hanno condotto un esperimento per verificare quanto questa preoccupazione sia fondata.
 

Lo studio Usa

 Il team ha coinvolto dieci coppie, in cui solo uno dei membri era affetto da celiachia e testato due diversi scenari: dopo che il partner non celiaco ha ingerito alimenti contenenti glutine, nel primo caso ha baciato il partner per un minuto dopo una breve attesa, nel secondo ha baciato il partner immediatamente ma dopo aver bevuto meno di un bicchiere d'acqua. Nei test successivi, solo in due casi i livelli di glutine misurati nella saliva del partner celiaco erano sopra i livelli considerati gluten-free; nessuno dei campioni era invece positivo quando il partner aveva bevuto.

Per i ricercatori lo studio conferma che le effusioni con il partner non dovrebbero essere fonte di particolare preoccupazione per le persone con celiachia. "Non c'era un aumento del rischio di un significativo trasferimento di glutine durante il bacio", scrivono. "Bere quattro once d'acqua (circa 118ml, ndr) prima di baciare riduce ulteriormente il rischio. Questi risultati dovrebbero guidare la nostra pratica clinica e dovrebbero essere condivisi con i nostri pazienti", concludono. 

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