L'Isde stima circa 6700 morti attribuibili all'esposizione a PM 2,5. Dopo il capoluogo lombardo seguono Torino e Padova tra le città prese in esame dalla ricerca
di Luca Amodio© ansa
Aria irrespirabile in città. Salute a rischio. A lanciare l'allarme il Report Isde Italia (Associazione di medici per l'ambiente, in inglese International society of doctors for environment) sull'inquinamento atmosferico nel 2025 che ha passato al setaccio 27 città italiane basandosi sui dati Arpa e Appa. Il verdetto è chiaro: l'emergenza non si ferma. Anzi, avanza. Sotto le lente dell'inchiesta ci sono i ritardi rispetto gli standard europei e dell'Oms. L'esposizione cronica a inquinanti nocivi della popolazione che vive in città rimane incompatibile con la tutela della salute pubblica. Le principali fonti dell'inquinamento restano l'uso di combustibili fossili per il riscaldamento domestico e il traffico stradale e marittimo. Ridurre queste emissioni significherebbe ottenere benefici immediati per il clima. E per la salute di tutti.
Il particolato fine PM 2,5 ha una media annua sopra i limiti dell'Unione Europea in 25 città tra le 27 prese in esame. I dati peggiori sono a Milano, Torino e Padova. I numeri più allarmanti riguardano i superamenti giornalieri. Nel capoluogo della Lombardia sono stati 206 contro il massimo consentito dell'Ue di 18 giorni. Si stimano circa 6700 morti premature attribuibili all'esposizione a PM 2,5 nelle città analizzate. A Milano l'impatto sulla mortalità non traumatica è pesantissimo: arriva del 14% dei decessi. A Roma circa mille morti sono attribuibili al PM 2,5. Si tratta dell'inquinante più pericoloso al mondo, capace di penetrare in fondo nei polmoni e nel circolo sanguine.
© isde
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In tutte le città italiane studiate l'NO2 sfora i limiti giornalieri dell'Oms almeno per metà dei giorni all'anno. A Palermo numeri fuori controllo 356 giorni all'anno, 351 a Catania e 333 a Genova. Ma il problema non riguarda solo le città portuali. Aria inquinata quasi tutto l'anno anche a Roma, Torino e Milano: indicatore che misura che il traffico sulle strade è ancora troppo massiccio.
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"I dati del 2025 confermano senza ambiguità che l’inquinamento atmosferico nelle città italiane è un’emergenza sanitaria strutturale», dichiara Roberto Romizi, presidente di Isde Italia. "Non siamo di fronte a episodi occasionali, ma a un’esposizione cronica che incide ogni giorno sulla salute dei cittadini, in particolare di bambini, anziani e persone fragili. Rimandare ancora l’adozione di politiche efficaci significa accettare un carico evitabile di malattie e di morti premature".