DOPO IL VOTO DEL PARLAMENTO

Zaki, il sottosegretario agli Esteri Della Vedova: "Il governo avvia le verifiche per concedergli la cittadinanza"

Dopo il voto in Senato l'esecutivo si mobilita a favore dello studente in carcere: "Vogliamo che gli siano garantiti i diritti della difesa"

17 Apr 2021 - 19:08
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Zaki, l'Egitto respinge la richiesta di scarcerazione

Zaki, l'Egitto respinge la richiesta di scarcerazione

"Il governo darà seguito all'impegno preso in Parlamento con un ordine del giorno approvato a larghissima maggioranza, e a cui l'esecutivo ha dato parere favorevole, avviando le verifiche necessarie per il conferimento della cittadinanza a Patrick Zaki". Lo ha detto il sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova. "Ci stiamo adoperando perché a Zaki siano pienamente garantiti i diritti della difesa", ha aggiunto. 

Quanto ai tempi, "la prossima settimana cominciamo a lavorare sulle verifiche necessarie", ha concluso Della Vedova. 

Community: serve una spinta bipartisan per naturalizzare Zaki - Intanto sul caso interviene anche una comunità di cittadini e studenti, la "Station to station", che su Change.org ha lanciato a inizio anno una petizione online per chiedere al governo la cittadinanza italiana per Zaki. "La campagna per la naturalizzazione di Zaki a cittadino italiano necessita in questo momento di una spinta bipartisan che porti le forze della maggioranza a una linea chiara sulla questione", chiariscono gli attivisti. "Il Senato - scrivono - ha votato e il governo, attraverso Sereni - viceministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale del governo Draghi - ha dato parere favorevole seppur con riserve. Il governo è quindi pienamente coinvolto da quella che è la volontà parlamentare e ancor prima popolare". 

Per la community è importante "che la società civile rimanga attiva e mobilitata come e più di quanto lo sia stato in questo lungo anno di lotta, perché i risultati ottenuti non rimangano sulla carta ma portino davvero una speranza, una mano tesa a Patrick. Un ragazzo solo, in un posto molto buio del mondo, solo perché è difensore dei diritti umani". Gli attivisti rilanciano quindi l'appello a firmare la petizione online che al momento conta oltre 230mila sottoscrizioni.