in ricordo di laura santi

Umbria, approvata la legge sul suicidio assistito

"Non è una barbarie, ma una scelta precisa di civiltà e dignità" commenta Sarah Bistocchi, presidente dell'Assemblea legislativa

22 Ott 2026 - 23:21
 Abbracci nell'aula dell'Assemblea legislativa dell'Umbria dopo l'approvazione della legge sul suicidio assistito © Ansa

 Abbracci nell'aula dell'Assemblea legislativa dell'Umbria dopo l'approvazione della legge sul suicidio assistito © Ansa

La Regione Umbria ha approvato la legge sul fine vita. La proposta di legge di iniziativa popolare "Disposizioni per l'assistenza sanitaria regionale alla morte volontaria medicalmente assistita mediante autosomministrazione di farmaco letale" è stata approvata a maggioranza dall'Aula di Palazzo Cesaroni con 11 voti favorevoli, 3 astensioni e 6 voti contrari. La presidente Stefania Proietti non ha partecipato al voto.

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"Esprimo soddisfazione, gioia e commozione per l'approvazione in Aula della proposta di legge sul fine vita, nata dalla proposta popolare dell'associazione 'Luca Coscioni', sottoscritta da quasi 5mila cittadine e cittadini dell'Umbria". Così, in una nota, la presidente dell'Assemblea legislativa, Sarah Bistocchi. "Una pagina storica per la nostra terra, che si mette in linea con le Regioni che lo avevano già fatto, di diverso colore politico, ma accomunate tutte dalla volontà di garantire diritti e non imposizioni ai malati", aggiunge. "Il 'suicidio medicalmente assistito' - commenta Sarah Bistocchi - non è una barbarie, ma una scelta precisa di civiltà e di dignità. E l'insegnamento principale è proprio quello delle parole di Laura Santi, simbolo e volto di questo lungo percorso, che nella sua ultima lettera ci ha ricordato che 'la vita è degna di essere vissuta, se uno lo vuole, anche fino a 100 anni e nelle condizioni più feroci, ma dobbiamo essere noi che viviamo questa sofferenza estrema a decidere e nessun altro'. Oggi - continua la Presidente - l'Assemblea legislativa dell'Umbria ha scelto di non voltarsi dall'altra parte e di dare una risposta concreta a persone che vivono in condizioni di sofferenza estrema".

"Con questo provvedimento - si legge ancora nella nota - abbiamo fornito uno strumento in più alle famiglie, ma anche al personale sanitario che si trova di fronte a situazioni a volte complesse. Ringrazio tutti i consiglieri regionali di Palazzo Cesaroni, perché insieme abbiamo costruito un dibattito alto e civile, orientato sulla scelta migliore e non sulle bandierine ideologiche. Con la nostra legge, insieme a quelle delle Regioni che l'hanno approvata e l'approveranno, colmiamo un vuoto normativo nazionale grave. Che la pagina dell'Umbria, come quella di Toscana, Emilia Romagna, Sardegna e Veneto, possa essere presa ad esempio da un governo nazionale che su questo, in cinque anni, non ha saputo dire e produrre nulla".