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Sicurezza e immigrazione, via libera in Cdm al nuovo decreto | Bellanova: "Si chiude una pagina buia"

Approvate le modifiche, fortemente volute dal Pd, ai provvedimenti di Salvini, con la riduzione delle multe alle Ong e il ritorno della protezione umanitaria. Via libera anche alla Nota di aggiornamento del Def

Cdm governo Conte

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto su sicurezza e immigrazione che riscrive i provvedimenti varati dall'ex ministro Salvini. Accolte le modifiche chieste a gran voce dal Pd, con la riduzione delle multe alle Ong e il ritorno della protezione umanitaria. "Abbiamo messo fine alla pagine buia dei decreti in-sicurezza di Salvini", ha commentato il ministro Teresa Bellanova. Via libera anche alla Nota di aggiornamento del Def

Nel corso della discussione tra i ministri di M5s, Pd, Italia Viva e LeU non si sarebbero registrate criticità particolari. Passano così, come da accordo di maggioranza raggiunto a luglio, le norme che superano le sanzioni milionarie alle Ong e riformano il sistema dell'accoglienza, introducendo tra l'altro il regime di protezione speciale. Il dl è stato approvato dopo neanche un'ora dall'inizio del Cdm.

 

Nasce il nuovo sistema d'accoglienza e integrazione - Il nuovo decreto sriforma il sistema di accoglienza destinato ai richiedenti protezione internazionale e ai titolari di protezione, con la creazione del nuovo "Sistema di accoglienza e integrazione". Le attività di prima assistenza continueranno a essere svolte nei centri governativi ordinari  e straordinari. Successivamente, il Sistema si articolerà in due livelli di prestazioni: il primo dedicato ai richiedenti protezione internazionale, il secondo a coloro che ne sono già titolari, con servizi aggiuntivi finalizzati all'integrazione.

 

Dare il cellulare a un detenuto diventa reato - Il testo, su proposta del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, prevede inoltre il reato per chi introduce in carcere un cellulare a un detenuto. La pena va da uno a quattro anni sia per chi lo introduce sia per chi lo riceve. Nel regime precedente al decreto sicurezza il reato si configurava come illecito disciplinare sanzionato all'interno del carcere.

 

Bellanova: "Abbiamo mantenuto l'impegno" - Le decisioni di Salvini, ha sottolineato Bellanova, "avevano rigettato nell'ombra e nell'invisibilità migliaia di uomini e donne trasformati da una norma sbagliata e malvagia in clandestini e privati. Abbiamo mantenuto l'impegno preso subito dopo la nascita di questo governo e tenuto fede a principi per noi assolutamente fondanti. Reintrodurre la protezione umanitaria, ripristinare il sistema di accoglienza diffusa, rendere più semplici le procedure per accedere alla cittadinanza, riaffermare i principi su cui si fonda il Codice di navigazione".

 

Orlando: "Si cancella la vergogna di Salvini" - La decisione del Cdm è stata commentata anche dal vicesegretario del Pd, Andrea Orlando. "I decreti insicurezza di Salvini vanno in soffitta. Il Pd ripristina la civiltà e lo stato di diritto. Si cancella una vergogna e si riorganizza l'accoglienza per promuovere l'integrazione e garantire la sicurezza per tutti".

 

Provenzano: "Ci abbiamo messo un po', ma è caduto il muro" - "Stasera in Italia cade un muro. Ci abbiamo messo un po', un po' troppo, ma ora i cosiddetti decreti sicurezza di Salvini non esistono più", ha dichiarato il ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano. "Anche le parole tornano al loro posto: migrazioni, protezione, accoglienza, legalità. Avanti ancora, verso un Paese con più diritti e più umanità".

 

L'approvazione della Nadef - Dopo circa tre ore di riunione, il Cdm ha inoltre dato il via libera alla Nadef, contenente il nuovo quadro macroeconomico che farà da cornice alla prossima Manovra. "Definiamo una strategia economica che punta a far ripartire il Paese con più crescita, investimenti, lavoro. Grazie anche ai fondi europei, disegniamo l'Italia del futuro da lasciare ai nostri figli: più verde, più digitale, più giusta e inclusiva", ha commentato il ministro Gualtieri.

 

Confermato l'obiettivo del Pil 2021 al 6% - Per il 2021, si legge in una nota, il documento fissa un obiettivo di indebitamento netto (deficit) pari al 7% del Pil. Rispetto alla legislazione vigente, che prevede un rapporto deficit/Pil pari al 5,7 %, si presenta quindi lo spazio di bilancio per una Manovra espansiva pari a 1,3 punti percentuali di Prodotto interno lordo (oltre 22 miliardi di euro). Rispetto al 2020, nel quadro programmatico di finanza pubblica, il rapporto debito/Pil nel 2021 è previsto in calo di 2,4 punti percentuali, portandosi dal 158% al 155,6%. Grazie al sostegno alla crescita assicurato dalle misure espansive, nel 2021 è attesa una crescita programmatica del Pil pari al 6% (rispetto a una crescita tendenziale del 5,1%), che nel 2022 e nel 2023 si attesterà al 3,8% e al 2,5% rispettivamente.

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