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Salvini: "Nel Def flat tax al 15% fino a 50mila euro di reddito"

Il leader della Lega, ospite di "Quarta repubblica", spiega che la sperimentazione partirà lʼanno prossimo

Martedì sarà il giorno del Def e il punto più spinoso è la flat tax, ma il vicepremier Matteo Salvini ha le idee chiare. "La stiamo studiando fino a un reddito familiare di 50mila euro - ha spiegato ospite di "Quarta repubblica" -. Se sei sotto una certa soglia paghi il 15% di tasse, uguale per tutti. La sperimentazione dall'anno prossimo". L'altro vicepremier, Luigi Di Maio, avverte: "Deve aiutare famiglie e ceto medio, non i ricchi".

Si avvicinano dunque le posizioni di Salvini e Di Maio, che sembravano distanti fino a pochi giorni fa e la tassa piatta sembra destinata a trovare posto nel Def, sfidando resistenze del ministro dell'Economia Giovanni Tria. Su come realizzarla, però, prosegue la lite tra M5s e Lega. Salvini propone un "primo mattone" di tassa piatta al 15% per famiglie con reddito fino a 50mila euro e per lavoratori dipendenti. "Si farà col coefficiente familiare", annuncia Di Maio, rivendicando attenzione al "ceto medio".

Di sicuro il braccio di ferro nel governo promette di andare avanti fino all'ultimo minuto utile . Perché il ministro Tria sembra tenere il punto: il tema andrebbe affrontato a settembre, nell'ambito di una riforma fiscale più complessiva. Ma poiché, come sottolinea Conte, è "tutto il governo" e non solo Salvini a spingere per la flat tax, un riferimento nel Def dovrebbe esserci. Non si entrerà nel dettaglio, secondo fonti pentastellate, che non vogliono concedere agli alleati una facile arma elettorale e alla vigilia insistono sulle misure per la famiglia, la disabilità e lo sblocco delle liste d'attesa. Ma la Lega vuole che si entri più nel dettaglio. Di Maio placa i toni e si fa "garante" di una flat tax che parta dai ceti più disagiati. Ma Salvini, a chi dal M5s parla di più aliquote o "progressività", replica che "non esiste": la tassa piatta per definizione deve essere "unica, uguale per tutti". Certo, nella Lega sono consapevoli che inserire la misura (che potrebbe costare fino a 12 miliardi) nella manovra non sarà facile: il governo dovrà trovare 23 miliardi solo per evitare l'aumento dell'Iva. Perciò Tria frena. Ma Salvini esige un "primo mattone" della flat tax, almeno nel Def.

In ogni caso la partita del Def si giocherà in un vertice in programma a Palazzo Chigi alle 14:30, a due ore dalla convocazione del Consiglio dei ministri che dovrà dare il via libera al Documento di economia e finanza. Il passaggio è delicato perché il governo gialloverde dovrà abbassare le stime di crescita e certificare la stagnazione. Dall'1% si potrebbe scendere allo 0,4% di crescita programmata del Pil: almeno, questa e' l'ipotesi di compromesso per la quale spinge parte del governo. Tria vorrebbe il massimo della prudenza: la sua proposta potrebbe essere di un Pil tendenziale dello 0,1% e un dato programmatico dello 0,2%. Ma fonti M5s spiegano che si auspica una cifra un po' più alta.

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