reclusione e multe pesanti

Senato, proposta di legge per vietare la macellazione dei cavalli: sono "animali di affezione"

Il procedimento per cambiare a questi animali lo status giuridico si mette in moto dopo i tentativi nelle scorse legislature

15 Feb 2026 - 16:24
 © Getty

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Approda in Senato una proposta di legge bipartisan, portata avanti da alcuni parlamentari e associazioni animaliste, per vietare la macellazione degli equini. Una battaglia per riconoscere a cavalli e pony, ma anche a muli, asini e bardotti lo status giuridico di "animale di affezione". La proposta porta la firma di Susanna Cherchi (M5S) e Luana Zanella (Avs), anche se una richiesta analoga è arrivata da Michela Brambilla (Noi Moderati).

Secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore, è appena stata incardinata in commissione Ambiente a Palazzo Madama e prevede di attribuire la dicitura "Non Dpa - non destinato alla produzione alimentare" a queste specie animali. Quindi, pene più severe: reclusione da tre mesi a tre anni e multa da 30mila a 100mila euro per chi alleva equini da destinare alla macellazione, con un inasprimento di un terzo della pena se le carni sono immesse sul mercato.

Un segnale "di passaggio politico rilevante e atteso"

 Dopo i numerosi tentativi in quattro legislature, è la prima volta che l’iter legislativo si mette in moto, spiega al quotidiano Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia, impegnata da anni contro la commercializzazione della carne di cavallo: un segnale "di un passaggio politico rilevante e atteso". "Il Parlamento - prosegue Cupi - ha deciso di affrontare una pratica crudele e opaca, che provoca gravi sofferenze agli animali e pone seri interrogativi anche sul piano della tutela della salute pubblica".

Dietro alla macellazione degli equini nel nostro Paese, Animal Equality ha spesso realizzato inchieste, documentando gravi abusi e violazioni delle norme sul benessere animale. Nel 2023 l'associazione animalista ha presentato una petizione al Governo per fermare la macellazione, raccogliendo 247mila firme. Le norme prevedono anche un “Fondo per la riconversione degli allevamenti di equidi”, per dare incentivi economici per riconvertire gli allevamenti, con una dotazione di 6 milioni di euro per ciascuno degli anni 2025, 2026 e 2027.

Cosa prevede la proposta

 Se la legge dovesse entrare in vigore nella versione proposta da Avs e M5S, entro due mesi scatterebbe l’obbligo di iscrizione nel Registro anagrafico di tutti gli equidi, pena una sanzione da 20mila a 50mila euro, in modo da poterli identificare e monitorare con l'inoculazione di un transponder, un microchip elettronico sottopelle. Ogni animale iscritto nel registro, in base al nuovo provvedimento, sarà dichiarato "Non Dpa".

La carne equina in Italia

 Secondo i dati più recenti, aggiornati al 20 gennaio 2026 e allegati alla proposta di legge, come riporta Il Sole 24 Ore, negli ultimi anni il macello di equini nel nostro Paese è calato: al primo gennaio 2012 erano pari a 2.952 provenienti da Stato estero e 1.657 provenienti dall’Italia, per un totale di 4.609. Nel 2019, il numero complessivo è sceso a 3.636, di cui 1.304 animali provenienti dall’estero e 2.332 dall’Italia.

A inizio 2025, il numero diminuisce ancora fino a 2.012 capi, 567 da Stato estero e 1.445 dall’Italia. La regione con il più alto numero di esemplari macellati è la Puglia (34,32%), seguita da Emilia- Romagna (20,30%) e Veneto (13,67%).

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