FOTO24 VIDEO24 Logo Mediaset ComingSoon.it Donne logo mastergame Grazia Meteo.it People sportmediaset_negative sportmediaset_positive TGCOM24 meteo.it
Podcast DirettaCanale 51

Primarie Pd, code ai gazebo per scegliere tra Giachetti, Martina e Zingaretti | "Supereremo il milione di votanti"

Eletto direttamente solo chi supera il 50% dei voti. Renzi: "Chiunque vinca non dovrà temere una guerriglia come quella che io ho subito"

Il Pd punta ad almeno un milione di persone al voto ai gazebo nelle Primarie per scegliere il nuovo leader, dopo la stagione di Matteo Renzi e la reggenza di Maurizio Martina. Nicola Zingaretti, Roberto Giachetti e lo stesso Martina sono in corsa, divisi sulle alleanze a sinistra e sul rapporto col M5s. Le sedi di voto hanno registrato code un po' ovunque, con picchi di partecipazione nelle grandi città, prima fra tutte Milano.

Viene eletto direttamente solo chi supera il 50% dei voti, altrimenti lo Statuto prevede l'elezione da parte dell'Assemblea nazionale. A Torino, alle 12, si sono registrati 2.500 votanti. Code, nella maggior parte dei casi ordinate e di media entità, sono state segnalate in Umbria, Puglia, Piemonte, a Napoli e a Bologna. Nella sola città di Milano sono 137 i seggi allestiti per votare il nuovo segretario dem: si vota non solo nei circoli del partito e in quelli Arci, ma anche in studi di design e bar.

Affluenza inaspettata, stampate altre schede - Proprio nel capoluogo lombardo, alle 12, il presidente del seggio di Corso Garibaldi ha chiesto al coordinamento centrale di stampare altre schede, vista l'elevata e inaspettata affluenza. Come riporta l'Huffington Post, la stessa scena si ripete in altri circoli da Torino a Palermo, passando per Roma.

"Traguardo milione di votanti sarà raggiunto e superato" - "Se il trend dei votanti resterà in linea con l'affluenza della mattina il traguardo del milione di votanti sarà raggiunto e superato". Lo ha detto Gianni Dal Moro, presidente della Commissione Congresso del Pd. Ancora più ottimistico il comitato di Nicola Zingaretti. Secondo quanto si apprende il trend dell'affluenza alle primarie dato dalle proiezioni porta l'affluenza sopra il milione e mezzo di partecipanti. Nelle grandi città, a partire da Roma, viene superata l'affluenza del 2017, si sottolinea.

Primarie Pd, i numeri delle passate consultazioni

Primarie Pd, elettori in coda ai gazebo da Milano a Roma

La vigilia è stata all'insegna del fair play, con Zingaretti e Martina insieme dietro lo striscione del Pd alla manifestazione di Milano contro il razzismo. E' la sintesi della campagna delle primarie: niente colpi bassi, fino all'accusa di una campagna noiosa per mancanza di liti. Anche Roberto Giachetti, che aveva minacciato di "togliere il disturbo" in caso di accordo con M5s e di ritorno di D'Alema e Bersani, ha ribadito di non volersene andare in caso di sconfitta.

A queste primarie guardano anche tutti gli altri partiti del centrosinistra perché il tema delle possibili alleanze dovrà essere affrontato sin dalle europee di fine maggio, la prima questione con cui il nuovo segretario dovrà confrontarsi, a partire dalla proposta di Carlo Calenda di un listone di tutti gli europeisti. Ipotesi su cui non c'è una visione condivisa tra i candidati e che registra le perplessità di Zingaretti.

"Mi fa piacere che tutti e tre abbiano escluso accordi coi Cinque Stelle e ritorni al passato. Chiunque vinca non dovrà temere da parte mia alcuna guerriglia come quella che io ho subito", dice Renzi. Stessa promessa da Roberto Giachetti, che con Anna Ascani e la loro mozione rivendicano l'impianto riformista del Pd di Renzi e dei governi a guida Dem. "Non ho mai detto che se non vinco me ne vado". Anzi, Giachetti ha ricordato di essere spesso "stato in minoranza nel Pd" e di aver rispettato le decisioni prese a maggioranza, compreso il suo voto contrario alla sua legge sulla depenalizzazione delle droghe, perché così aveva deciso la maggioranza: "io sono fatto di un'altra pasta".

Primarie Pd, i big del partito al voto (e Renzi va in Vespa)

Il primo a votare alle primarie, tra i volti noti del Pd, è stato Walter Veltroni. L'ex segretario si è recato al gazebo di piazza Fiume, a Roma, alle 8 in punto, per esprime la sua preferenza. A Roma votano anche Paolo Gentiloni, Luca Zingaretti e Roberto Giachetti. Maurizio Martina andrà nella sua città, Bergamo. Carlo Calenda vota e fa lo scrutinatore nel gazebo di Piazza del Popolo, sempre a Roma, mentre Matteo Renzi ha espresso le sue preferenze andando in Vespa alla Leopoldina, a Firenze. Il leader storico dell'Ulivo, Romano Prodi, è nella sua Bologna.

leggi tutto

Carlo Calenda scrutinatore a Piazza del Popolo a Roma - Carlo Calenda sceglie il ruolo di scrutinatore al gazebo delle Primarie Pd di Piazza del Popolo, a Roma. L'esponente dem, seduto insieme con gli altri attivisti, riceve i cittadini che arrivano per eleggere il nuovo segretario, controlla i loro documenti e consegna la scheda per votare.

Zingaretti vince in Australia - Intanto dall'Australia arrivano i primi risultati delle primarie: a prevalere è Nicola Zingaretti con 156 voti, pari al 64,4%, contro le 86 preferenze conquistate da Maurizio Martina (35,5%).

Pd, il vademecum delle primarie di domenica 3 marzo

Commenti

Commenta
Disclaimer

Grazie per il tuo commento

Sarà pubblicato al più presto sul nostro sito, dopo essere stato visionato dalla redazione

Grazie per il tuo commento

Il commento verrà postato sulla tua timeline Facebook

Regole per i commenti

I commenti in questa pagina vengono controllati
Ti invitiamo ad utilizzare un linguaggio rispettoso e non offensivo, anche per le critiche più aspre

In particolare, durante l'azione di monitoraggio, ci riserviamo il diritto di rimuovere i commenti che:
- Non siano pertinenti ai temi trattati nel sito web e nel programma TV
- Abbiano contenuti volgari, osceni o violenti
- Siano intimidatori o diffamanti verso persone, altri utenti, istituzioni e religioni
- Più in generale violino i diritti di terzi
- Promuovano attività illegali
- Promuovano prodotti o servizi commerciali