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Pd, Martina conferma le dimissioni da segretario e convoca il congresso

"Ora avviamo una stagione di unità", ha detto lʼex ministro durante lʼassemblea nazionale a Roma. Sempre più probabile una sua candidatura al congresso. Assente Matteo Renzi

A Roma è il giorno dell'assemblea nazionale e della Direzione del Pd, prima tappa del percorso che porterà alle primarie. Otto mesi dopo la disfatta alle elezioni del 4 marzo, il congresso dovrà eleggere il nuovo segretario del partito, vista la conferma delle dimissioni da parte di Maurizio Martina. "Ora avviamo una stagione di unità, finora l'opposizione è stata insufficiente", ha dichiarato l'ex ministro. Assente l'ex premier Matteo Renzi.

Direzione del Pd a Roma: presenti tutti i big, tranne Matteo Renzi

Martina: "Il nostro nemico è la destra" - Dopo aver confermato le dimissioni, Martina ha precisato: "Ricordiamoci tutti che il nostro nemico è la destra e a nessuno di noi è consentito giocare tatticamente in maniera compulsiva su questo percorso congressuale. Capita che noi non riusciamo a fare prevalere gli elementi che ci uniscono da quelli che ci dividono. In questi lunghi mesi abbiamo iniziato il lavoro di ricostruzione. Sono consapevole che è solo un pezzo di un impegno più radicale che dobbiamo mettere in campo nella fase nuova che si è aperta dopo il 4 di marzo".

Fonti Dem: Martina lavora a candidatura "di squadra" - È sempre più reale la possibilità di una candidatura al congresso del segretario uscente Maurizio Martina. Secondo fonti Dem presenti all'Assemblea, Martina potrebbe confermare la sua disponibilità nei prossimi giorni. Il progetto a cui lavora sarebbe giocato in chiave generazionale con la presenza di giovani e amministratori locali dei territori. L'idea dovrebbe raccogliere il sostegno anche di diverse personalità del Pd ed evitare la polarizzazione sino a qui emersa con le candidature di Nicola Zingaretti e Marco Minniti.

Gentiloni: "Nessuna lite nel partito" - A margine dell'assemblea è intervenuto anche l'ex premier, Paolo Gentiloni, che ha sottolineato come nel Pd non è in atto "nessuna lite" e che è auspicabile che il nuovo segretario venga eletto "nella prima parte di febbraio".

Zingaretti: "Il Pd non chieda di pagare per votare alle primarie" - Il Pd non deve chiedere un euro a chi vota alle primarie per il segretario, è giusto sollecitare una "sottoscrizione", ma lasciando anche la possibilità di votare senza versare soldi. Lo ha detto Nicola Zingaretti, lasciando l'assemblea del partito. "Mi permetto di suggerire a chi scriverà le regole: facciamo partecipare tutti. Chi verrà ai gazebo dovrà sottoscrivere, ma eliminiamo quell'euro, quei due euro che chiediamo a persona per votare", ha aggiunto.

Assemblea sciolta, aperte le procedure per il congresso - L'Assemblea nazionale del Pd ha determinato il proprio scioglimento, aprendo così il percorso congressuale. Lo ha annunciato il presidente Matteo Orfini che ha chiuso i lavori. Ora si riunirà la direzione del partito che nominerà la Commissione del congresso, chiamata a redigere il regolamento del congresso stesso che dovrà essere approvato da una successiva Direzione nella quale verrà stabilita la data delle primarie.

Assente Matteo Renzi - Tra i big del partito assente Matteo Renzi che, secondo quanto riferito da un parlamentare a lui molto vicino, non sarà protagonista del prossimo congresso. Il suo impegno principale, infatti, sarà quello di svolgere al meglio il ruolo di senatore e di dare una mano in campagna elettorale per le amministrative di Firenze a sostegno di Dario Nardella.

L'intervento virale di Katia Tarasconi: "Ritiratevi tutti"“Io dico: ritiratevi tutti”, così ha iniziato il suo discorso all’assemblea nazionale del Pd Katia Tarasconi, la consigliere regionale dell’Emilia Romagna le cui parole sono diventate virali sui social. “Noi abbiamo bisogno di persone nuove, capaci, pensanti, ma soprattutto libere e fuori dalle logiche di potere e quindi non riconducibili ad alcuna corrente. Che siano in grado di rappresentarci tutti e una volta per tutte. Il Pd deve essere libero tra la gente e non più ostaggio di qualcuno”.

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