le misure tanto attese

Pacchetto sicurezza verso il Consiglio dei ministri di giovedì | Il Quirinale chiede però modifiche su fermo preventivo e scudo penale

Si va verso una stretta: rispunta il fermo preventivo e lo scudo penale

04 Feb 2026 - 22:06
 © Ansa

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Sul tavolo del Consiglio dei ministri di giovedì 5 febbraio alle 17 è atteso il nuovo pacchetto sicurezza che dovrebbe contare un decreto legge e un disegno di legge. La premier nelle ultime ore ha fatto un appello all'opposizione: "Ci sia stretta collaborazione istituzionale, votiamo una risoluzione unitaria". Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiesto però, modifiche su scudo e fermo preventivo. 

Le osservazioni del Quirinale

 Dopo il colloquio al Quirinale tra Sergio Mattarella e Alfredo Mantovano - secondo l'Ansa - sarebbero emersi i rilievi del Colle su due misure in particolare: il fermo preventivo di sospetti prima dei cortei e il cosiddetto scudo, che evita - non solo per le forze dell'ordine - l'iscrizione automatica nel registro degli indagati nei casi di legittima difesa o adempimento di un dovere. 

Sarebbe ritenuto eccessivo il tempo di 12 ore (Salvini ha tentato di rilanciare a 24 o anche 48 ore) previsto nelle bozze per gli accertamenti di polizia nei confronti di sospettati di costituire un pericolo per lo svolgimento pacifico dei cortei. E sarebbe stato evidenziato che bisogna regolare dettagliatamente i motivi del fermo. Secondo le ultime indicazioni, l'intenzione dell'esecutivo sarebbe di mantenere il trattenimento per 12 ore per accompagnamento negli uffici di polizia, senza necessità di convalida da parte del magistrato (che comunque dovrebbe riceverne comunicazione) ma solo per chi ha precedenti specifici.

Invece sul cosiddetto scudo (che introdurrebbe un registro alternativo a quello degli indagati, almeno per il tempo degli accertamenti preliminari), dal governo fanno notare che è stato pensato da subito come una misura non solo per le forze dell'ordine. Così verrebbe superata una delle obiezioni del Quirinale, che avrebbe fatto emergere la necessità di una regolamentazione più puntuale. Tutti elementi sul tavolo delle riunioni tecniche per definire i due provvedimenti, nei quali non verrà inclusa la cauzione per i cortei su cui insiste soprattutto la Lega.

La Lega e la proposta della cauzione

 "Per la Lega è fondamentale un pacchetto sicurezza che garantisca i cittadini perbene e le forze dell'ordine. Tra le misure necessarie, c'è anche quella 'chi sbaglia paga'. Chi scende in piazza dovrà pagare una cauzione, come già successo alla Lega nel 1999 quando organizzò una manifestazione a Roma. Non possono essere tollerati altri casi Torino". Così una nota della Lega.

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