La Procura regionale della Corte dei conti della Campania ha citato in giudizio l'ex sindaco metropolitano di Napoli Luigi de Magistris per la ricapitalizzazione della Ctp, l'azienda del trasporto provinciale fallita nel 2022. Secondo i magistrati, l'operazione avrebbe provocato un danno erariale superiore ai 23 milioni di euro. Insieme a de Magistris andranno a giudizio altre sette persone, tra cui l'allora direttore generale e il segretario generale. La prima udienza è stata fissata per il 10 novembre 2026.
Il fallimento
Al centro della vicenda c'è la decisione presa nel 2019 dalla Città metropolitana di Napoli di ricapitalizzare la società partecipata nel tentativo di salvarla dalla crisi. Per la Corte dei conti, però, l'intervento non avrebbe evitato il dissesto dell'azienda, culminato tre anni dopo con il fallimento della Ctp. Da qui la contestazione del presunto danno alle casse dello Stato.
La difesa
De Magistris ha respinto ogni accusa e rivendica la scelta fatta durante il suo mandato. “Sono certo della correttezza assoluta formale e sostanziale del mio operato. Ho agito, come sempre, per il bene comune e per salvare un servizio pubblico di rilevanza costituzionale, un'azienda pubblica e la vita di centinaia di famiglie”. L'ex sindaco sostiene di aver operato con il sostegno tecnico degli uffici e dei dirigenti competenti. "Che altro avrei potuto fare?” ha dichiarato de Magistris.
Lo scontro
Nella lunga replica, de Magistris punta il dito anche contro chi avrebbe deciso di non proseguire il piano di rilancio dell'azienda. "Non siamo riusciti a completare il lavoro per Ctp perché è terminato il mio mandato ed altri dopo di noi hanno deciso di non proseguire il salvataggio dell'azienda". Poi aggiunge: "Avrei sbagliato se non avessi agito, quella sarebbe stata una colpa". L'ex magistrato ed ex parlamentare parla di una vicenda "paradossale" e collega la citazione a uno scontro con i poteri forti. Infine conclude: "Ancora una volta nutro fiducia che da magistrati autonomi e indipendenti verrà accertata la totale correttezza del nostro operato".
