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Migranti, governo: "Sbarchi in calo, ma serve più impegno dellʼUe sui flussi"

Preoccupa situazione in Libia: "Condivisa lʼesigenza di intervenire"

Migranti, governo: "Sbarchi in calo, ma serve più impegno dell'Ue sui flussi"

L'Italia "auspica maggiore impegno dell'Ue e della comunità internazionale" sul tema dell'immigrazione, condividendo "l'esigenza di intervenire nei Paesi di origine e transito, a partire da quelli del Nord Africa". Lo riferisce il Quirinale al termine della riunione del Consiglio Supremo della Difesa, presieduto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. "Finora il nostro Paese ha ottenuto significativi successi nel controllo dei flussi".

Se gli sbarchi in calo, resta però la preoccupazione per la situazione in Libia, che richiede un maggiore impegno dell'Unione Europea e dell'Onu. I dati degli arrivi sono positivi: i 106.889 stranieri sbarcati fino ad oggi rappresentano infatti un calo del 23% rispetto al 2016. Ma recentemente si è registrata una ripresa delle partenze: negli ultimi sette giorni oltre 3mila persone sono state recuperate in mare. A Sabrata - città chiave per i trafficanti di uomini alla quale sono affluiti aiuti dell'Italia - sono da giorni in corso aspri combattimenti tra milizie, con morti e feriti. E al difficile quadro libico contribuisce anche l'offensiva dell'Isis, che ieri ha messo a segno un attentato dinamitardo al tribunale di Misurata.

Proprio il Paese nordafricano è al centro delle preoccupazioni. Il Consiglio Supremo ha infatti riconosciuto che "il processo di stabilizzazione della Libia, pur avendo compiuto qualche passo in avanti, grazie anche all'impegno italiano, è ancora in una fase critica di composizione delle diverse posizioni dei principali soggetti politici e di unificazione delle forze di sicurezza". Fiducia viene espressa nel "ruolo negoziale e di indirizzo" che svolgerà il nuovo Rappresentante speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite, Ghassan Salame'. Ad indicare che serve un approccio unitario, al di là dei tentativi diplomatici portati avanti dai singoli Paesi, dalla Francia alla Gran Bretagna.

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