LA DOPPIA VOTAZIONE

Legge elettorale, maggioranza compatta sulle preferenze: in Senato bocciato l'emendamento Pd | Passa quello sui capilista bloccati

Palazzo Madama boccia la proposta delle opposizioni di introdurre le preferenze pure. Via libera, invece, all'emendamento unitario della maggioranza. Esultano Fdi e la premier Meloni. La minoranza: "Vergogna"

10 Set 2026 - 19:18
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Il Centrodestra si ricompatta sulla legge elettorale e vota in Senato contro il subemendamento presentato dalle opposizioni per introdurre le preferenze "pure". Festeggia la maggioranza. Dai banchi dell'opposizione sono partiti dei cori: "Vergogna". Il governo, poco prima del voto, aveva deciso di rimettersi al parere dell'Aula. Il voto finale a Palazzo Madama è fissato per martedì 15 settembre; la legge tornerà poi alla Camera entro il 28 dello stesso mese.

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La "trappola" del Pd

 La nuova legge elettorale - approvata il 16 luglio alla Camera dopo aver affrontato non pochi ostacoli - è arrivata al Senato. Palazzo Madama - con 99 voti contrari e 68 a favore - non ha approvato l'emendamento delle opposizioni sulle preferenze a prima firma del dem Dario Parrini per sopprimere i capilista bloccati e prevedere il voto di preferenza.

Nella giornata del 9 settembre, il Pd aveva presentato un emendamento sulle preferenze, generando un braccio di ferro tra Fratelli d'Italia da una parte e Forza Italia e Lega dall'altra. Nello scontro si era inserito anche il leader di Futuro nazionale, Roberto Vannacci, chiedendo a Fdi di votare l'emendamento sulle "preferenze senza liste bloccate" e invitandoli a essere "coerenti". Sin dal primo momento, Lega e Forza Italia si sono dette contrarie all'emendamento. Più complicata è stata la posizione del partito di Giorgia Meloni, terminata con il voto contrario al Senato. "Tra un emendamento strumentale sulle preferenze delle opposizioni e mantenere gli accordi di maggioranza noi non abbiamo dubbi: manteniamo la parola e votiamo contro questo emendamento", ha detto in Aula il capogruppo di Fdi Lucio Malan.

Il meccanismo delle preferenze con capilista bloccati

 Via libera dell'Aula del Senato, invece, all'emendamento unitario della maggioranza che introduce nella riforma della legge elettorale il meccanismo delle preferenze con capilista bloccati. Tutte respinte le proposte di modifica di opposizione, tranne una tecnica di drafting approvata all'unanimità. I sì sono stati 97, 67 i contrari e due gli astenuti.

In cosa consiste

 Il testo prevede la possibilità di esprimere fino a tre preferenze con alternanza di genere (pena l'annullamento della seconda e della terza preferenza nell'ordine di lista) con una croce segnata accanto a uno dei sei nomi scritti sulla scheda. Prevista l'alternanza dal primo nome sotto il capolista. Salta la quota di genere 60 a 40 per i capolista prevista dal Rosatellum.

Esulta Fdi

 Al momento della proclamazione del voto, tutti i senatori del partito di Meloni, guidati da Malan, hanno alzato nei loro banchi fogli bianchi con scritto "Con noi le preferenze", "Con loro zero preferenze". Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha richiamato i parlamentari di Fdi chiedendo di abbassare i cartelli. Alcuni senatori di opposizione hanno commentato: "Che tristezza, esultano per preferenze fasulle".

Il plauso di Meloni

 Festeggia anche la premier. "Le preferenze, nel voto per il Parlamento, mancavano dal 1993, cioè da quasi 35 anni. Oggi tornano perché il Centrodestra ha scelto di reintrodurle, su proposta di Fratelli d'Italia", ha scritto sui social Meloni. "Alla sinistra, che oggi sostiene che non basta, devo ricordare che non è credibile, su questo tema, chi non le ha mai volute in questi 35 anni e ha votato per bocciarle anche un mese fa. Quindi la differenza non è tra chi vuole più preferenze e chi ne vuole meno. È tra chi le ha rimesse nella legge e chi no", ha sottolineato.

La reazione delle opposizioni

 Dopo il voto contrario del Centrodestra al Senato al subemendamento sulle preferenze, il Pd ha postato sui social un video del 22 gennaio 2024 in cui Meloni affermava: "Noi siamo disposti a votare qualsiasi legge elettorale, chiediamo una cosa: che ci siano le preferenze". "Coerenza zero" è il commento nel post del Pd sui social.

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