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Juncker a Conte: "LʼItalia deve fare più sforzi per la crescita" | Il premier: "In settimana il decreto, Def non cambia"

Il presidente della Commissione europea: "Tav non è un progetto ideologico, si trovi unʼintesa". Poi il botta e risposta sui migranti

Il governo "aveva previsto il rallentamento del debito pubblico, per questo ha elaborato una manovra che vuole perseguire una politica espansiva ma responsabile". Così il premier, Giuseppe Conte, ha spiegato la politica dell'esecutivo durante l'incontro a Palazzo Chigi con il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, sottolineando che "sul Def l'impalcatura non cambia rispetto allo scenario concordato con la Commissione a dicembre".

Conte ha annunciato che "in settimana confidiamo di approvare il decreto crescita con misure in grado dare impulso a crescita e effettiva e potenziale". Ma le rassicurazioni non sono bastate a Juncker che si è detto "leggermente preoccupato per il fatto che l'economia italiana continua a regredire" auspicando che "le autorità italiane facciano sforzi supplementari per mantenere in vita la crescita" nel Paese.

Botta e risposta sui migranti - Sul tema migranti Conte ha spiegato che "non è ammissibile continuare a operare senza considerare che chi sbarca in Italia, in Spagna o in Grecia sbarca in Europa. Se non cambia la condivisione della responsabilità, il coordinamento delle guardie costiere non serve. Anzi rischia di diventare un cosiddetto 'fattore di attrazione'. Serve un meccanismo di redistribuzione, i miliardi vanno spesi per una politica seria". "Non bisogna dire che l'Ue è stata assente quando si è trattato di dare solidarietà - ha replicato Juncker -. L'Italia ha ricevuto un miliardo" per i migranti. "La questione migratoria è importante e ribadisco che bisognerà attuare una solidarietà più articolata", ha aggiunto ricordando che "l'Italia porta un grande fardello".

Tav, Juncker: "Progetto tecnico, non ideologico" - Durante l'incontro si è parlato anche di Tav. "Non è un progetto ideologico, è un progetto tecnico - ha spiegato Juncker -. I ministri italiano e francese parlino e condividano con la commissaria ai trasporti per vedere quale soluzione tecnica può essere adottata. Lascio alla cura di italiani e francesi trovare un accordo". Conte ha confermato di aver "aggiornato il presidente Juncker sul supplemento di riflessione avviato con la Francia. Gli esiti condivisi verranno condivisi con la commissaria ai trasporti".

La Brexit e i timori di un no deal - Quanto alla Brexit, Conte ha riferito che, non essendoci "chiarezza sulla posizione del Regno Unito", "ci siamo preparati da tempo in Italia alla non auspicata prospettiva del no deal grazie alle misure contenute nel decreto legge a protezione dei cittadini e delle imprese" italiane. "Speriamo - ha aggiunto - in un recesso ordinato al quale abbiamo lavorato a lungo. Sul fronte europeo restiamo uniti e compatti: è importante in vista del prossimo consiglio europeo straordinario fissato il 10 aprile".

Conte a Gurria: "Ocse ha sottovalutato gli effetti della Manovra" - Il premier Giuseppe Conte ha poi incontrato il segretario generale dell'Ocse, Angel Gurrìa sottolineando "che le stime diffuse lunedì dall'Ocse sottovalutano gli effetti di breve e medio periodo di Manovra e successivi provvedimenti del governo". Lo scrive in una nota Palazzo Chigi. "Conte - si legge - ha posto l'accento sugli effetti positivi che reddito di cittadinanza e Quota 100 avranno sui consumi".

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