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Italia e Cina firmano il memorandum: intesa per un valore fino a 20 miliardi di dollari

Il discusso memorandum apre la strada a una rafforzata partnership economica bilaterale: nellʼintesa si parla dei porti di Genova e Trieste, ma anche fisco ed energia

E' iniziato ufficialmente il cammino dell'Italia lungo la "Nuova Via della Seta". A Roma, alla presenza del premier Giuseppe Conte e del presidente cinese Xi Jinping, è stato firmato il tanto atteso, e discusso, memorandum quadro che apre la strada ad una rafforzata partnership economica bilaterale. A cui si aggiungono 28 accordi istituzionali e commerciali, dai porti alle aziende, per un valore potenziale fino a 20 miliardi di dollari.

Xi ha ringraziato il governo italiano, ma non ha riportato il sereno al suo interno. Anzi, si è registrato un nuovo scambio di colpi tra il leader leghista Matteo Salvini, scettico sull'abbraccio a Pechino, ed il partner pentastellato Luigi Di Maio, che invece ha rivendicato il successo dell'iniziativa.

La giornata romana del leader cinese si è aperta con un nuovo passaggio al Quirinale, per il saluto ufficiale al presidente Sergio Mattarella: un'occasione per ribadire che con questa visita "abbiamo intensificato l'amicizia tradizionale" dei due Paesi, ha sottolineato Xi, ringraziando il capo dello stato italiano per i colloqui "molto interessanti".

Xi si è poi trasferito a Villa Madama, accolto da Conte. E alla loro presenza, alla testa delle due delegazioni con diversi ministri, è stato messo nero su bianco l'accordo di cui si parla da settimane, non senza polemiche: il memorandum sulla "Nuova Via della Seta". Sette pagine e sei paragrafi per definire la cornice entro cui Italia e Cina potranno avviare progetti di cooperazione e investimenti in vari campi. Il memorandum è il primo di 29 accordi siglati a Villa Madama, 19 istituzionali e 10 commerciali: "valgono 2,5 miliardi di euro" ma con un "potenziale di 20 miliardi", è la stima del ministro dello Sviluppo Economico Di Maio, che ha firmato l'intesa.

Dai porti all'energia - Sulla carta c'è in effetti un po' di tutto. A partire dai porti di Genova e Trieste, dove si prevede il potenziamento delle infrastrutture, ma non lo scambio di proprieta', che era uno dei nodi più sensibili. E poi tra le altre cose fisco, servizi bancari, energia, scambi culturali. Tra i soggetti in campo anche Cassa Depositi e Prestiti, che sosterrà le aziende italiane in Cina emettendo i cosiddetti "Panda bond".

Conte: "Nessun rischio per la sicurezza nazionale" - Conte, dopo un bilaterale con Xi, ha difeso l'iniziativa, che punta a "riequilibrare la bilancia commerciale e intensificare i flussi di investimento". Tale intesa, inoltre, "non presenta alcun rischio per la sicurezza nazionale e rispetta i principi Ue di "trasparenza, reciprocità e sostenibilità", ha ribadito il premier, rivolto agli Stati Uniti e ai partner europei, che vedono invece nella Via della Seta un disegno di colonizzazione dei cinesi. Il criterio della reciprocità dovrà essere rispettato anche in settori delicati come quello degli appalti, si legge nel memorandum.

Xi Jinping martedì incontrerà Macron - Al netto delle turbolenze italiane, Xi ha lasciato Roma incassando il "grande successo" della sua missione ed è volato a Palermo, per concludere il soggiorno in Italia in modo più rilassato, concedendosi una visita a Palazzo dei Normanni ed uno spettacolo dei pupi siciliani con la moglie Peng Liyuan in mezzo agli incontri istituzionali.

Domenica mattina il leader del gigante asiatico partirà per la Francia, dove martedì lo attende Emmanuel Macron che per rimarcare la sua ostilità verso la fuga solitaria dell'Italia, ha invitato anche la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker. (

La nuova "Via della Seta"

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