LA CERIMONIA AL QUIRINALE
Giorno della Memoria, Meloni: "Condanniamo la complicità del regime fascista" | Mattarella: "Nessun posto per chi predica odio e violenza"
Per il premier, l'antisemitismo "è un morbo tornato a diffondersi con forme nuove e virulente". La Russa: "Tenere alta la guardia". La senatrice a vita Segre: "Non si può usare Gaza contro questa Giornata"
Oggi, 27 gennaio, è il Giorno della Memoria. "Torniamo a condannare la complicità del regime fascista nelle persecuzioni, nei rastrellamenti, nelle deportazioni. Una pagina buia della storia italiana, sigillata dall'ignominia delle leggi razziali del 1938", ha affermato il presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante la cerimonia al Quirinale, dove sono presenti tutte le alte cariche dello Stato, la senatrice Liliana Segre e 40 ragazzi che hanno visitato il campo di Auschwitz. Il capo dello Stato Sergio Mattarella ha sottolineato che "nella Repubblica non c'è posto per il veleno dell'odio razziale, per i germi della discriminazione, per l'antisemitismo che affiora ancora pericolosamente, per coloro che predicano la violenza, per chi coltiva ideologie di oppressione, di sopraffazione, per chi coltiva odio". Per Segre, "non si può usare Gaza contro il Giorno della Memoria. Non può succedere che diventi occasione di una vendetta contro le vittime di allora".
"Oggi, mentre si diffondono inaccettabili derive di stampo razzista e antisemita, non si può rimanere indifferenti. Occorre adottare ogni iniziativa per contrastare queste ideologie con la massima determinazione. Dobbiamo tutti vigilare a livello più alto possibile, in occasione di questa giornata le istituzioni sono chiamate a ricordare e a riflettere su quanto accadde allora e su quanto sta accadendo ora". Così il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, in occasione della commemorazione del Giorno della Memoria nell'Aula di Montecitorio.
"Si può e si deve parlare di Gaza nel giorno della memoria: si può parlare si Iran, Iran, Ucraina e tutto ciò che chiama in causa la umanità, ma non si può usare Gaza contro il giorno della Memoria". Lo ha detto la senatrice Liliana Segre durante la cerimonia per il Giorno della Memoria. "Non può succedere", ha aggiunto, "che diventi occasione di una vendetta contro le vittime di allora".
Dopo 25 anni dall'istituzione del Giorno della Memoria c'è un "bilancio fatto di luci e ombre. Tra le luci c'è l'attenzione che è stata ottenuta per i temi della memoria nelle scuole, dove prima spesso non si arrivava nemmeno a studiare la seconda guerra mondiale. Negli ultimi 25 anni milioni di giovani si sono avvicinati allo studio della Shoah e delle altre deportazioni e persecuzioni perpetrate dal nazi-fascismo". Così la senatrice a vita Liliana Segre, nel corso della celebrazione del Giorno della Memoria al Quirinale alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. "Tra le ombre - spiega - c'è una certa ritualità e ripetitività. Sarebbe meglio fare poche iniziative intelligenti e sentite ed evitare inutili celebrazioni che hanno il sapore dell'atto dovuto".
"La Giornata della Memoria ci ricorda di impegnarci ogni giorno contro l'odio, affinché tragedie come quella dell'Olocausto e infamità come quella delle leggi razziali fasciste contro la comunità ebraica non si ripetano mai più e il ricordo delle vittime di quell'orrore cammini sulle gambe dei nostri giovani come spinta a impegnarsi e opporsi ogni qualvolta l'umanità esce dalla storia", ha detto il presidente del M5s Giuseppe Conte. "È questo che ci ha sempre spinto nel nostro impegno quotidiano a combattere l'antisemitismo, ogni manifestazione di intolleranza e di odio, le carneficine del nostro tempo in cui il diritto umanitario e il diritto internazionale vengono calpestati. Memoria e impegno per dire 'mai più': questa sarà sempre la nostra bussola", ha aggunto.
"La Giornata della memoria è stata istituita per ricordare l'Olocausto, le leggi razziali, la resistenza di chi si è opposto all'orrore. Per questo la memoria deve chiamare tutte e tutti a una costante e attiva vigilanza per estirpare le radici dell'odio dalle nostre società, a una concreta opera di costruzione quotidiana di una società fatta di rispetto per l'altro, di eguaglianza, di giustizia e libertà, di contrasto di ogni revisionismo e di ogni discriminazione, a partire dai rigurgiti antisemiti. Su questo non ci stancheremo mai di tenere alta l'attenzione. Perché se ciò è accaduto, nessuno può esser certo che non accada di nuovo, e abbiamo il dovere di imparare dalla storia e dalla memoria", ha affermato la segretaria del Pd Elly Schlein.
"Fare memoria non vuol dire solo ricordare: vuol dire coltivare l'impegno quotidiano perché ciò che è accaduto non accada più". Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein. "La memoria dell'Olocausto, il momento più buio della storia umana, è consapevolezza di ciò che ha portato all'assassinio sistematico e pianificato di oltre sei milioni di ebrei cancellando intere generazioni, e di altre comunità che i nazifascisti e chi ha collaborato con loro ritenevano inferiori, di rom e sinti, di persone con disabilità e omosessuali, di oppositori politici. Uno sterminio perpetrato negando la loro stessa umanità", ha aggiunto Schlein.
Alla senatrice "Segre rinnovo la riconoscenza della Repubblica per la sua preziosa testimonianza degli orrori vissuti e per il suo messaggio, sempre contrassegnato dal rigetto dell'odio, della vendetta, della violenza. Cara senatrice, in questa occasione solenne desidero esprimerle, a nome della Repubblica, la solidarietà, la stima e l'affetto a fronte di attacchi colmi, a un tempo, di volgarità e di imbecillità. Volgarità e imbecillità: come lo sono da sempre le manifestazioni di razzismo e di antisemitismo, del resto configurati dalla legge come reati". Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel Giorno della Memoria.
"Ricordiamo oggi milioni di vite innocenti spezzate dal nazifascismo, da un'ideologia di odio e negazione della dignità umana. Onore a chi, a rischio della vita, scelse l'umanità contro l'indifferenza", ha scritto sui social il presidente della Camera Lorenzo Fontana in occasione della Giorno della Memoria.
"In occasione del Giorno della Memoria rendiamo omaggio alle vittime della Shoah, la più grande tragedia del Novecento, causata da un odio cieco e barbaro contro il popolo ebraico. Una data importante che non può e non deve ridursi alla sola commemorazione, ma diventare occasione di riflessione e responsabilità, capace di tenere viva, ogni giorno, la memoria e tramandare alle nuove generazioni i valori di tolleranza e rispetto. Rinnoviamo la nostra vicinanza e solidarietà al popolo ebraico e continuiamo a tenere alta la guardia davanti al riaffacciarsi di vergognosi e inaccettabili rigurgiti razzisti, antisemiti e antisionisti". Così il presidente del Senato, Ignazio La Russa. A Palazzo Madama bandiere mezz'asta dalle ore 7.30 alle 20.
"Quest'anno celebriamo gli ottanta anni della Repubblica. Un evento decisivo della nostra storia", ha ricordato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la cerimonia al Quirinale. "Come ha scritto il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, la riflessione sugli orrori vissuti e sulle leggi razziste 'è stata uno dei motori che hanno portato alla fondazione di una nuova società italiana, nella quale è cambiata anche la forma di sovranità, da monarchia a Repubblica'".
"In questo giorno siamo qui per ricordare la schiera di vittime incolpevoli - sei milioni di persone - soffocate nelle camere a gas, trucidate dai plotoni di esecuzione, perite per i maltrattamenti e per l'inedia dentro le cupe mura dei ghetti: anziani, giovani, donne, uomini, bambini, neonati. Ebrei, in massima parte, rom e sinti, omosessuali, dissidenti politici, appartenenti a minoranze religiose, disabili, malati di mente. Tutti definiti appartenenti a categorie non degne di vivere". Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando al Quirinale per la cerimonia del Giorno della memoria. "Non possiamo limitarci a questo sentimento, per quanto sincero e doveroso: sarebbe un'occasione mancata. Sarebbe un errore", ha osservato il capo dello Stato.
"Nella Repubblica non c'è posto per il veleno dell'odio razziale, per i germi della discriminazione, per l'antisemitismo che affiora ancora pericolosamente, per coloro che predicano la violenza, per chi coltiva ideologie di oppressione, di sopraffazione per chi coltiva odio", ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo intervento in occasione della celebrazione del Giorno della Memoria al Quirinale.
In occasione del Giorno della Memoria, le bandiere sulle facciate dei palazzi delle istituzioni (palazzo Chigi, Senato e Camera dei deputati) sono a mezz'asta.
"La Repubblica italiana e la sua Costituzione sono nate contro le ideologie disumane e sanguinarie che avevano avvelenato la prima metà del Novecento, lasciando dietro di sé lutti, devastazioni, memorie incancellabili di orrore. Sono sorte dal sangue innocente dei deportati nei campi di sterminio, dei combattenti per la libertà, delle donne e degli uomini annientati solo per ciò che erano, per quel che pensavano, per quello in cui credevano", ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo intervento in occasione della celebrazione del Giorno della Memoria al Quirinale.
"Purtroppo, a distanza di molti anni, l'antisemitismo non è stato ancora definitivamente sconfitto. È un morbo che è tornato a diffondersi, con forme nuove e virulente. Oggi ribadiamo il nostro impegno per prevenire e combattere ogni declinazione di questa piaga, che avvelena le nostre società e ha l'obiettivo di demolire i principi di libertà e rispetto che sono alla base della coesione sociale", ha affermato il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel Giorno della Memoria.
"Nel Giorno della Memoria ricordiamo i nomi e i cognomi delle vittime e rinnoviamo la memoria di ciò che è successo, anche attraverso la preziosa testimonianza dei sopravvissuti e dei loro discendenti. Oggi celebriamo i Giusti di ogni Nazione, che non esitarono a mettere a rischio la loro vita per opporsi al disegno nazista e salvare vite innocenti. In questa giornata torniamo a condannare la complicità del regime fascista nelle persecuzioni, nei rastrellamenti, nelle deportazioni. Una pagina buia della storia italiana, sigillata dall'ignominia delle leggi razziali del 1938", ha affermato il presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
