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Famiglie arcobaleno, Salvini frena su Fontana: "Sue idee, non in contratto" ma è polemica

Immediate le critiche alle dichiarazioni del neo ministro della Famiglia da parte del mondo Lgbt, associazioni e politica

Famiglie arcobaleno, Salvini frena su Fontana: "Sue idee, non in contratto" ma è polemica

Il nuovo governo si è formato solo da qualche ora, ma già ci sono le prime grane. Il neoministro dell'Interno, Matteo Salvini, ha smentito infatti le parole di un altro leghista, Lorenzo Fontana, che ha iniziato il mandato da ministro per la Famiglia e le Disabilità con una dichiarazione forte. Il vicesegretario della Lega ha dichiarato: "Le famiglie arcobaleno non esistono". "E' libero di avere le sue idee, ma non sono una priorità e non sono nel contratto di governo", ha detto invece Salvini prendendo le distanze da Fontana. Immediate le reazioni contro le dichiarazioni del neoministro anche da parte del mondo Lgbt e dell'associazione "Famiglie Arcobaleno".

Salvini ha preso le distanze dalle parole di Fontana durante un'intervista rilasciata a Fanpage.it. Marilena Grassadonia, presidente dell'associazione "Famiglie Arcobaleno", ha detto invece: "Sono esterrefatta nel vedere un ministro della Famiglia così distaccato dalla realtà in cui vive. I nostri figli non sono una ideologia, sono una realtà.  Il ministro Fontana però ha giurato sulla Costituzione e dunque mi aspetto che sia il ministro di tutti gli italiani, anche dei nostri bambini. In Italia esiste un reale pericolo di omofobia e parole come queste possono essere pericolose, proprio nei confronti dei più indifesi, cioè i più piccoli. Ma di fronte a queste affermazioni mi chiedo cosa farà il M5S, alleato di governo della Lega, ma i cui sindaci, in gran parte, stanno trascrivendo i certificati di nascita dei figli delle coppie omosessuali".

La Grassadonia ha poi condiviso sulla sua pagina Facebook un post di "Roma Pride" con la replica proprio alle parole del neoministro per la Famiglia. "Le migliori risposte alle parole del neoministro Fontana contro le nostre famiglie sono e saranno sempre le nostre vite, i nostri sorrisi e le nostre compagne di lotta. La storia ci insegna a resistere, l'amore a esistere", si legge nel messaggio sulla pagina social dell'organizzazione.

Più complesso il pensiero dell'esponente dei gay cattolici italiani Andrea Rubera: "Purtroppo quello che dice il ministro Fontana è vero, i nostri figli non sono tutelati dalla legge, oggi in Italia esistono delle coppie omosessuali che possono unirsi civilmente, ma la nostra struttura di famiglia non è invece riconosciuta in alcun modo. E i diritti dei nostri bambini ad avere due genitori non sono sanciti dalla legge, bensì dalle sentenze dei tribunali. Eppure noi ci siamo, i nostri figli sono nati dal progetto d'amore di due persone, sono integrati ovunque, i miei ad esempio vanno anche in parrocchia. Per questo la battaglia per il riconoscimento pieno delle famiglie omogenitoriali deve continuare, perchè tutti i bambini italiani abbiano gli stessi diritti e le stesse tutele", ha dichiarato a Repubblica.

Critiche a Fontana sono arrivate anche per le sue parole su aborti e natalità. Il neoministro ha dichiarato di voler intervenire "per potenziare i consultori per cercare di dissuadere le donne ad abortire" perché "se l'Europa sta invecchiando ha bisogno di fare figli" ricevendo l'immediato applauso del Comitato NO194, che si batte per lʼabrogazione della legge sullʼinterruzione volontaria della gravidanza.  

"Non permetteremo un nuovo medioevo sulla pelle delle donne", ha detto Alessia Morani del Pd. E Matteo Orfini: "Le famiglie arcobaleno esistono e sono bellissime". Anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha preso le distanze da Fontana: "Sono in totale disaccordo con quelle affermazioni. Nel rispetto delle leggi continueremo la nostra battaglia. La contemporaneità è questa, ignorare una parte consistente della società è profondamente sbagliato. Se il ministro la vede così, e non è da oggi, vediamo come intenderà svolgere le sue funzioni".

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