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Crisi, Sergio Mattarella affida il mandato esplorativo a Roberto Fico: risposta entro martedì

Il M5s apre a Matteo Renzi, ma "lʼala Di Battista" minaccia la scissione. Il centrodestra unito chiede di andare al voto

Il Capo dello Stato si affida all'esploratore Roberto Fico: il presidente della Camera dovrà verificare, entro martedì, la possibilità di rimettere insieme i pezzi del puzzle della crisi, vale a dire la "piena realizzabilità" di tornare ad una maggioranza Pd, LeU, M5s e Iv e dare vita così ad un Conte ter. I 5 Stelle aprono a Matteo Renzi, ma una parte del Movimento non ci sta e minaccia la scissione. Il centrodestra si mostra unito e chiede le urne. 

Mattarella: "Al Paese servono provvedimenti immediati" Sanitaria, sociale ed economica: sono tre le emergenze che attanagliano l'Italia e per Sergio Mattarella solo un governo nel pieno dei poteri e con "un adeguato sostegno parlamentare" può vincere una sfida così impegnativa. Occorrono "provvedimenti immediati" e si impone la necessità di utilizzare gli oltre 200 miliardi del Recovery Fund con "rapidità ed efficacia", spiega il Capo dello Stato al termine del terzo giorno di consultazioni.

 

Per trentadue ore, come sottolinea lo stesso presidente della Repubblica, ha annotato le posizioni e le richieste dei partiti e ciò che emerge è "la prospettiva di una maggioranza politica composta a partire dai gruppi che sostenevano il governo precedente. Questa possibilità - ha spiegato - va doverosamente verificata". 

 

 

M5s apre a Iv, ma "l'ala di Battista" minaccia la scissione Il terzo giorno di consultazioni si apre con il centrodestra, ma è sul M5s che sono puntati i riflettori: fondamentale infatti capire se il veto su Matteo Renzi possa cadere. I malumori all'interno del mondo pentastellato sono agli atti: c'è una fronda che non vuole retrocedere dal "mai più" con il leader di Italia Viva. Ma la linea ufficiale è un'altra: ancora prima del colloquio con Mattarella, dopo una girandola di riunioni, viene dato il via libera alla richiesta di sedersi di nuovo a un tavolo con gli stessi alleati del Conte II, anche se i 5S ci tengono a sottolineare come proprio il nome del presidente del Consiglio sia un "punto fermo". Posizione successivamente ribadita davanti alle telecamere. Ma a rovinare la festa arriva Di Battista che evoca nuovamente la scissione e Barbara Lezzi che chiede di passare per un voto degli iscritti.

 

Iv: "Confonto aperto" Italia Viva questa volta soprassiede però sulle divisioni interne ai 5s e prende per buone le parole di Vito Crimi al Colle: per il presidente di Italia Viva, Ettore Rosato, ci sono le condizioni per "confrontarsi con molta schiettezza". Certo, è il leit motiv, occorre ripartire dai "temi".

 

 

Centrodestra: "Andare al voto" Si chiude dunque il primo round della crisi. Ma c'è chi come il centrodestra crede che la vecchia maggioranza, magari con nuovi rapporti di forza all'interno della squadra di governo, tornerà insieme. Una ragione in più per Lega, FdI e FI di mostrarsi compatti nonostante i distinguo che li attraversano. Ufficialmente l'opzione numero uno è quella delle urne: lo ribadisce Matteo Salvini al termine del colloquio con il Capo dello Stato dove, viene raccontato da fonti, il centrodestra avrebbe anche proposto il presidente Casellati, seconda carica dello Stato, come scelta migliore a cui affidare il compito di esploratore. 

 

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