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Crisi di governo, Renzi: "Se arrivano i responsabili e non ci vogliono, non voteremo la fiducia"

Il leader di Italia Viva chiarisce che "se loro hanno i numeri, tanto di cappello. Ma se non li hanno si va al Quirinale e si fa un altro governo"

Se arrivano i responsabili, Italia Viva andrà all'opposizione. Lo sottolinea il leader Matteo Renzi, parlando a Dritto e rovescio su Rete 4, e spiegando che "se non ci vogliono, con molta libertà, noi non diamo la fiducia". E chiarisce anche che "se loro hanno i numeri, questa è la democrazia parlamentare che vince, tanto di cappello. Ma se i numeri non ce li hanno si andrà al Quirinale e si farà un altro governo".

"Durante una pandemia - chiede ironicamente Renzi - esiste ancora la democrazia o bisogna interromperla? Sono stato contento del Conte bis quando rischiavamo i pieni poteri a Salvini. Oggi dico che i pieni poteri non vanno dati a nessuno, nemmeno a Conte. Per questo ho chiesto spiegazioni sulla gestione dei servizi segreti". Ma se il premier "troverà i voti in parlamento, avrà grande rispetto".

 

 

In ogni caso, martedì, dopo l'informativa di Conte al Senato, "in Aula per noi parlerà Teresa Bellanova, che per coerenza di idee ha lasciato la poltrona mentre qualcuno un giorno è amico di Trump e un giorno lo critica, un giorno vota i decreti sicurezza e un giorno li cambia". E ribadisce che "siamo gli unici coerenti che non difendono il 'seggiolone', ma vorremmo difendere l'Italia".

 

Crisi di governo, ecco i "responsabili" che potrebbero salvare Conte

Sarebbero dodici i senatori "responsabili" che potrebbero dare il loro appoggio al governo Conte dopo la fuoriuscita dei due ministri Italia viva dall'esecutivo. Ex M5s come Paola Nugnes, Michele Giarrusso e Gregorio De Falco, ma anche ex Forza Italia come Sandra Lonardo, la moglie di Clemente Mastella, ora al Gruppo Misto. Proprio la senatrice di Benevento sarebbe la capofila di questo gruppo destinato a soccorrere l'esecutivo. Tra i possibili nomi anche un ex Pd come Tommaso Cerno (al Misto dallo scorso febbraio).
Poi c'è un tredicesimo nome, quello di Riccardo Nencini, che corse alle elezioni con il simbolo "Insieme", facendo poi un assist a Matteo Renzi consentendogli di usare il simbolo per creare un gruppo congiunto con i senatori della neonata Italia Viva (la dicitura estesa del gruppo dei renziani a Palazzo Madama, infatti, è "Italia viva – Partito socialista italiano", ndr). Questo perché al Senato vige un regolamento che vieta di creare dal nulla dei gruppi parlamentari autonomi. Nencini ha fatto trapelare di sentirsi un "costruttore". Cosa accadrebbe quindi se Nencini decidesse di stare in maggioranza al fianco di Conte, M5s, Pd, Leu e gli (eventuali) futuri "responsabili"? C'è la possibilità che i senatori di Italia Viva siano costretti a riciclarsi nel Gruppo Misto.
Ecco, comunque, al netto di Riccardo Nencini, la lista dei nomi che potrebbero garantire la sopravvivenza dell'esecutivo.

 

Su Di Maio, che dice "mai più con Renzi", invece, il leader di Italia Viva chiosa: "Di Maio avrà più tempo per occuparsi di politica estera: non si tocca più palla in Libia, non si parla più di accordi con la Cina, si sbaglia interlocutore in America. Almeno Di Maio avrà più tempo per provare a fare il ministro degli Esteri".

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