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Conte: "Sui migranti la politica non è solo porti aperti o chiusi"

Il premier: "Scongiurare crisi umanitaria in Libia, rischio foreign fighter". La direttiva del Viminale: "Mare Jonio rispetti le norme sul soccorso in mare"

Conte: "Sui migranti la politica non è solo porti aperti o chiusi"

In tema di immigrazione, la diatriba porti aperti-porti chiusi è "una semplificazione bellissima per il grande pubblico, ma chi la segue può scoprire che la politica italiana sull'immigrazione è molto più complessa". A garantirlo è il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il quale ammette però "preoccupazione" per il possibile "arrivo di foreign fighter" a causa di un'eventuale "emergenza umanitaria causata dalla crisi libica".

Non solo Conte, anche il Viminale mette in guardia sul possibile arrivo di jihadisti: "Centinaia di terroristi islamici potrebbero arrivare in Italia approfittando del caos libico: non a caso la Francia ha chiesto ufficialmente di prorogare la chiusura delle frontiere con l'Italia per altri sei mesi". Lo si apprende da fonti del ministero dell'Interno.

La direttiva del Viminale: "Vigilare sulla nave Mare Jonio" - Con una direttiva datata 15 aprile e firmata dal ministro dell'Interno, Matteo Salvini, si danno indicazioni alle forze di polizia e ai capi di marina e guardia costiera di "vigilare" affinché il comandante e la proprietà della Mare Jonio - la nave della piattaforma Mediterranea Saving Humans salpata domenica scorsa da Marsala - non reiterino condotte in contrasto con la vigente normativa nazionale ed internazionale in materia di soccorso in mare, di immigrazione, nonché con le istruzioni di coordinamento delle competenti autorità".

"Gli interventi di navi private incentivano ingresso di stranieri non in regola" - Secondo la direttiva, "gli interventi da parte di imbarcazioni private in determinate e circoscritte aree di mare, che si risolvono nel preventivato ed intenzionale trasporto dei migranti verso le coste europee incentivano gli attraversamenti via mare di cittadini stranieri non in regola con il permesso del soggiorno e ne favoriscono obiettivamente l'ingresso illegale sul territorio nazionale".

"Rischio ingresso di terroristi" - Inoltre, questa attività "accresce il pericolo di situazioni di rischio per la vita umana in mare e determina la violazione delle norme nazionali ed europee in materia di sorveglianza delle frontiere marittime e di contrasto all'immigrazione illegale". A ciò si aggiungano, si legge sempre nella direttiva, "i rischi di ingresso sul territorio nazionale di soggetti coinvolti in attività terroristiche o comunque pericolosi per l'ordine e la sicurezza pubblica".

"La Mare Jonio rispetti le regole" - Nella direttiva firmata da Salvini si intima dunque alla Mare Jonio di attenersi "alle vigenti normative nazionali ed internazionali in materia di coordinamento delle attività di soccorso in mare e di idoneità tecnica dei mezzi impiegati per la citata attività", e di rispettare "le prerogative di coordinamento delle Autorità straniere legittimamente titolate ai sensi della vigente normativa internazionale al coordinamento delle operazioni di soccorso in mare elle proprie acque di responsabilità dichiarate e non contestate dai paesi costieri limitrofi".

"Blitz di Haftar fallito, l'Italia è per la pace" - "Stiamo lavorando perché non ci sia guerra, speriamo che il peggio sia passato, il blitz di Haftar è fallito e noi siamo al lavoro perché si fermino i missili". Lo ha affermato Salvini, a margine di un'iniziativa alla Camera, alla domanda sul rischio di arrivo di profughi dalla Libia e ribadendo che la linea sulla chiusura dei porti non cambia. "Non considero profughi tutti quelli che arrivano dalla Libia", ha chiarito il ministro dell'Interno.

Salvini a Di Maio: "Competenza sui porti sbarco è mia" - A chi gli chiede un commento sulle parole di Luigi Di Maio che, parlando della crisi libica, ha detto che quella dei porti chiusi è una misura che non basta, Salvini risponde: "Col rischio di terrorismo islamico non voglio far arrivare i terroristi islamici sul barcone in Italia, non ci penso neanche. Fortunatamente la competenza sull'indicare il porto di sbarco e' del ministro dell'Interno, mi assumo onori e oneri del fatto di essere ministro dell'Interno".

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