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Consiglio dei ministri: via libera al direttorio di Bankitalia, dalla Lega un ok con "riserve"

Nel Cdm è stato affrontato anche il nodo Autonomia: Lega ottimista ma il M5s frena. Nominati alcuni prefetti, tra cui quello di Roma. Non è stato discusso il caso-Siri

Consiglio dei ministri: via libera al direttorio di Bankitalia, dalla Lega un ok con "riserve"

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al Direttorio di Bankitalia con le nomine di Fabio Panetta a direttore generale di Bankitalia e dei vicedirettori Daniele Franco, Alessandra Perrazzelli e Luigi Federico Signorini. La Lega ha accettato il via libera "con riserve" e ha fatto sapere che a giorni presenterà una proposta di riforma di Bankitalia.

È stato l'addio dell'attuale Dg Salvatore Rossi, la cui nomina è in scadenza il 9 maggio, a sbloccare l'impasse delle nomine che si trascinava da gennaio, da quando cioè in coincidenza con lo scadere dell'incarico del vicedirettore generale Luigi Signorini i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini avevano tuonato contro i vertici di via Nazionale chiedendo "discontinuità" rispetto al direttorio in carica ai tempi delle crisi bancarie che hanno coinvolto i risparmiatori.

Discontinuità che si è tradotta nell'addio di Rossi appunto e di Valeria Sannucci, mentre Signorini viene riconfermato e Panetta promosso da vice a Dg. Arriva - o meglio ritorna - direttamente da via XX Settembre Daniele Franco, dal 2013 Ragioniere generale dello Stato. Proprio Franco era stato nei mesi scorsi del mirino dei M5s, che ora vedono di buon occhio il suo trasloco che di fatto libera anche una casella fondamentale a via XX Settembre.

Nella riunione è stato dato il via libera anche ad alcune nomine di prefetti, in primis quella di Gerarda Pantalone che arriva a Roma, lasciando il ruolo di capo del Dipartimento immigrazione del Viminale, in cui Salvini l'ha fortemente apprezzata. In un clima definito "cordiale e costruttivo" è stato affrontato anche il tema delle Autonomie su cui, spiegano dal Carroccio, si è registrato un "passo avanti" che lo porterà dritto sul tavolo del prossimo Consiglio dei ministri. Di altro avviso però gli alleati di governo: fonti del Movimento 5 Stelle fanno infatti sapere che non è stata presa alcuna decisione sul prossimo Cdm. La proposta di ridiscutere" il dossier Autonomia è stata di Salvini ma nessuno gli ha risposto. Il M5S pensa che le priorità siano altre, come il salario minimo e il taglio degli stipendi dei parlamentari. Si è quindi appreso che il premier Giuseppe Conte convocherà un tavolo per sciogliere i nodi del dossier prima che questo sia portato in Cdm.

Ancora da definire invece l'affare Siri, dopo l'incontro avuto dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte con il sottosegretario del Carroccio indagato per corruzione. Le posizioni di Lega, M5S e dello stesso esponente politico sono note, ma nessuna decisione è stata ancora presa dal premier che ha avocato a sé anche questo dossier.

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