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"Ho iniziato il percorso di cura, mi muovo sul binomio fede e medicina". Clemente Mastella, sindaco di Benevento, interviene in diretta a "È sempre Cartabianca" e parla apertamente di come sta affrontando la malattia.
L'ex parlamentare, 79 anni, a luglio aveva rivelato di avere un tumore, e lo aveva fatto nel corso di un evento pubblico. Ripensando a quel momento, ammette: "Mi sono lasciato un po' andare". Non se ne pente, però, perché a suo avviso certe fragilità vanno condivise: "Ma è giusto parlare di problemi e difficoltà, come ha fatto anche Papa Leone".
Da qui il discorso diventa più intimo e tocca il tema della fine. "La morte è un viatico legato alla solitudine, ci si fa un esame di coscienza e questo riguarda anche i laici, non solo chi ha fede", riflette. È una condizione che lo costringe a fare i conti con se stesso: "Questa solitudine mi lascia represso con me stesso, spero di avere tanta serenità in quel momento". Poi, con la sua ironia, cita un maestro della politica italiana: "Come diceva Andreotti, spero il più avanti possibile".
Il pensiero corre inevitabilmente al cammino percorso, che il sindaco ripercorre con un certo orgoglio. "Quando uno rivede la sua vita, si rivede il proprio percorso. Io sono riuscito a passare da un paesino di 600 abitanti a fare governi e, come dirà qualcuno, anche a far cadere governi", ricorda, con una battuta sul proprio passato da protagonista di tante stagioni politiche.
In passato Mastella aveva sostenuto che per chi fa politica il Paradiso non è garantito, o almeno non subito: "I politici devono sempre farsi perdonare qualcuno, a livello di disciplina, non voglio dire a livello di morale. Per un uomo che crede, i politici non possono andare direttamente in Paradiso". L'unica eccezione che riconosceva ha un nome preciso, De Gasperi: "Come De Gasperi non c'è nessuno". Per sé, invece, metteva in conto una sosta intermedia: "Forse andrò in Purgatorio per un po'".
