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"Azienda in crisi", Di Battista ammette e rilancia: "Anche le altre"

"Il Giornale" rivela che la società di famiglia dellʼex parlamentare ha debiti per oltre 400mila euro verso lavoratori, fornitori, Inps e banche

"Azienda in crisi", Di Battista ammette e rilancia: "Anche le altre"

Dopo Luigi Di Maio tocca ad Alessandro Di Battista finire nella bufera per l'azienda di famiglia. "La società è in crisi e ha debiti verso dipendenti, banche e fornitori", è infatti quanto sostiene "Il Giornale" che dedica un'inchiesta agli affari di famiglia dell'ex parlamentare. Un articolo questo che fa andare su tutte le furie il "frontman" del M5s.

"Io sono così calmo e tranquillo, ma se provocate mi tocca tornare ad Arcore sotto la villa del vostro padrone, stavolta per leggere dei pezzi della sentenza sulla trattativa Stato-mafia", è infatti la replica di "Dibba".

I debiti dell'azienda - Secondo quanto scrive "Il Giornale", l'azienda dei Di Battista (Alessandro è socio di maggioranza con il padre Vittorio) avrebbe debiti per oltre 400mila euro verso lavoratori, fornitori, Inps e banche. Nel dettaglio, la "Di.Bi. Tec Srl", che produce accessori tecnologici per il bagno, deve 53mila euro a operai, 151mila ad istituti di credito, 135mila ai fornitori e 60mila al fisco.

La risposta di Di Battista - Nel post su Facebook l'ex parlamentare non nega i problemi della sua azienda. "Il Giornale, udite udite, tramite una visura camerale - una roba pubblica insomma - scopre che la piccola azienda di famiglia ha difficoltà. Chapeau! A questo punto gli consiglio di fare altre decine di migliaia di visure camerali per scoprire la situazione delle piccole imprese italiane", scrive Di Battista che nel suo post non risparmia una bordata a Matteo Renzi, che in mattinata rilancia la notizia de "Il Giornale".

"Si è subito buttato a pesce su questa stupidaggine. Caro Matteo, so che ti brucia ancora che uno come me..ti ha fatto il 'culo' al referendum costituzionale", scrive l'esponente M5s. E nel pomeriggio anche il padre, Vittorio, entra nella polemica citando Rascel: "Rammentando che è arrivata la bufera ed è arrivato il temporale, esorto gli amici, i conoscenti ed i segugi al soldo, di leggere, se ne sono capaci, i bilanci".

Il rientro di Di Battista in Italia - Il caso dell'azienda di cui è socio riaccende inevitabilmente i fari su Di Battista: il suo rientro è previsto per il 24 dicembre ed è destinato ad essere decisivo per la campagna delle Europee. Una campagna nella quale, a prescindere dall'incarico che avrà, i vertici del M5s prevedono un ruolo da protagonista per il "Dibba". L'ex parlamentare potrebbe anche essere l'arma in più per serrare i ranghi di un Movimento attorno al quale continuano ad addensarsi le nubi dei possibili transfughi.

La difesa di Di Maio - E, non a caso, in un lungo post sul blog, Di Maio fa appello all'anima più pura del Movimento, paragonando la sua storia a quella dei fratelli Wilbur e Orville Wright che nel 1903, riuscirono nell'impresa del primo volo di un aereo pur partendo finanziariamente svantaggiati rispetto ad un altro pioniere dell'aviazione, Samuel Pierpont Langley.

"Chiunque abbia versato una goccia di sudore per il MoVimento lo ha fatto perché crede in un sogno, non per il suo interesse particolare. Per questo siamo imbattibili e inarrestabili", scrive Di Maio nel post rilanciato, come non accadeva da tempo, sia da Beppe Grillo che da Davide Casaleggio.

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