INTESTINO E BENESSERE

Stitichezza in estate: perché caldo, stress e disidratazione rallentano l'intestino

Vacanze, cambi di routine, temperature elevate e stress possono rallentare la regolarità intestinale. Non è solo una questione di alimentazione: l'asse intestino-cervello spiega perché nei mesi estivi l'intestino può diventare più pigro e come ritrovare il suo equilibrio

di Silvia Trevaini
03 Lug 2026 - 07:00
SeguiLogo Tgcom24suSeguici su
© Istockphoto

© Istockphoto

L'estate è spesso associata a leggerezza, relax e maggiore tempo all'aria aperta. Eppure, per molte persone coincide con un problema tanto comune quanto sottovalutato: la stitichezza. Durante le vacanze o nei periodi di forte caldo, l'intestino può rallentare improvvisamente, rendendo più difficile l'evacuazione e causando gonfiore, senso di pesantezza e disagio addominale. La causa non è quasi mai una sola. Le alte temperature favoriscono la perdita di liquidi attraverso la sudorazione, mentre viaggi, pasti consumati a orari diversi, cambiamenti delle abitudini quotidiane e persino lo stress legato all'organizzazione delle vacanze possono alterare il normale funzionamento dell'apparato digerente. A tutto questo si aggiunge un protagonista sempre più studiato dalla ricerca: il dialogo continuo tra cervello e intestino. Negli ultimi anni la scienza ha infatti dimostrato che intestino e sistema nervoso comunicano costantemente attraverso il cosiddetto asse intestino-cervello, una rete complessa che coinvolge il sistema nervoso enterico, il nervo vago, gli ormoni dello stress, il microbiota intestinale e il sistema immunitario. Quando questo delicato equilibrio si altera, anche la motilità intestinale può risentirne. Comprendere perché l'intestino diventa più pigro durante l'estate permette non solo di prevenire il disturbo, ma anche di evitare rimedi improvvisati e intervenire in modo più efficace.

Perché il caldo rallenta l'intestino

 Durante l'estate il corpo attiva numerosi meccanismi per mantenere stabile la temperatura interna. La sudorazione aumenta e con essa cresce anche la perdita di acqua ed elettroliti. Se i liquidi non vengono reintegrati in modo adeguato, l'organismo tende a recuperare acqua anche a livello intestinale. Il risultato è che le feci diventano più asciutte, dure e difficili da espellere. È uno dei motivi per cui la disidratazione rappresenta una delle principali cause della cosiddetta "stitichezza estiva". Inoltre, nelle giornate molto calde si tende spesso a mangiare meno, riducendo involontariamente anche l'apporto di fibre che contribuiscono alla regolarità intestinale.

Lo stress parla direttamente con l'intestino

 Molti associano lo stress soprattutto alla diarrea, ma anche la stitichezza può esserne una conseguenza. Quando attraversiamo un periodo di tensione emotiva, il nostro organismo produce quantità maggiori di cortisolo e adrenalina. Questi ormoni modificano numerose funzioni dell'organismo, compresa la motilità intestinale. In alcune persone lo stress accelera il transito, in altre lo rallenta. È una risposta individuale che dipende da fattori genetici, dalla sensibilità del sistema nervoso enterico e dalla composizione del microbiota. Lo stress, inoltre, può aumentare la tensione dei muscoli del pavimento pelvico, rendendo più difficile una normale evacuazione.

L'asse intestino-cervello: una connessione che la ricerca continua a studiare

 L'intestino viene spesso definito il "secondo cervello" perché possiede un sistema nervoso autonomo formato da milioni di neuroni. Attraverso il nervo vago e numerosi mediatori chimici, cervello e intestino si scambiano continuamente informazioni. Anche il microbiota intestinale partecipa a questa comunicazione producendo sostanze che influenzano il sistema immunitario, il metabolismo e persino il tono dell'umore. Quando stress, sonno insufficiente o cambiamenti delle abitudini alterano questo equilibrio, anche la regolarità intestinale può modificarsi. Per questo motivo oggi il trattamento della stitichezza non si limita più esclusivamente all'alimentazione, ma considera il benessere complessivo della persona.

Perché succede spesso in vacanza

 Molti sperimentano la stitichezza proprio nei primi giorni di ferie. Il fenomeno è così frequente da avere una spiegazione precisa. Durante i viaggi cambiano gli orari dei pasti, si dorme in ambienti diversi, si trattiene più facilmente lo stimolo quando si è fuori casa e si tende a bere meno del necessario. Anche lunghi spostamenti in automobile, treno o aereo riducono il movimento e favoriscono il rallentamento del transito intestinale. L'intestino è infatti un organo estremamente sensibile alle routine quotidiane: modificare improvvisamente ritmi e abitudini può essere sufficiente a rallentarne il funzionamento.

Come ritrovare la regolarità in modo naturale

 La prevenzione parte da piccoli gesti quotidiani. Bere regolarmente durante tutta la giornata è fondamentale, soprattutto quando le temperature sono elevate. È preferibile non aspettare la comparsa della sete, che rappresenta già un segnale iniziale di disidratazione. Anche l'alimentazione gioca un ruolo importante. Frutta, verdura, legumi e cereali integrali forniscono fibre che aumentano il volume delle feci e favoriscono il transito intestinale. L'incremento delle fibre dovrebbe però essere graduale e accompagnato da un adeguato apporto di liquidi. L'attività fisica quotidiana, anche una semplice camminata di 30 minuti, stimola naturalmente la motilità intestinale. È utile inoltre cercare di mantenere orari regolari per i pasti e non ignorare lo stimolo all'evacuazione, anche quando si è fuori casa. Infine, tecniche di rilassamento, respirazione profonda e una buona qualità del sonno possono contribuire a ridurre gli effetti dello stress sull'asse intestino-cervello.

Quando è il caso di rivolgersi al medico

 La stitichezza occasionale è generalmente un disturbo benigno. Tuttavia, quando il problema persiste per diverse settimane, compare improvvisamente senza una causa evidente oppure si associa a sintomi come sangue nelle feci, perdita di peso involontaria, anemia, dolore addominale intenso o alternanza con diarrea, è importante consultare il medico. Anche l'abuso di lassativi senza una valutazione specialistica dovrebbe essere evitato, perché può peggiorare il problema nel lungo periodo. La stitichezza estiva è spesso il risultato dell'incontro tra caldo, disidratazione, cambi di routine e stress. L'intestino non risponde soltanto a ciò che mangiamo, ma anche a come viviamo, dormiamo e affrontiamo le situazioni quotidiane. Prendersi cura dell'idratazione, seguire un'alimentazione ricca di fibre, mantenere uno stile di vita attivo e rispettare i ritmi dell'organismo rappresentano le strategie più efficaci per ritrovare la regolarità. Se il disturbo persiste o si accompagna a sintomi insoliti, è sempre opportuno rivolgersi al medico per escludere altre cause.