POLIFENOLI NATURALI

Quercetina: cos'è, a cosa serve e perché se ne parla sempre di più

Nell'alimentazione quotidiana la quercetina, presente in cipolle, capperi, mele e frutti di bosco, è uno dei polifenoli più studiati degli ultimi anni. Dall'azione antiossidante all'infiammazione, ecco cosa sappiamo davvero sui suoi possibili benefici e quando l'integrazione può essere utile

di Silvia Trevaini
28 Lug 2026 - 07:00
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© Istockphoto

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Negli ultimi anni la quercetina è diventata uno dei composti naturali più studiati nel campo della nutrizione e dell'invecchiamento sano. Se inizialmente era conosciuta soprattutto dagli esperti di nutraceutica, oggi questo polifenolo è sempre più presente nelle ricerche scientifiche dedicate allo stress ossidativo, all'infiammazione cronica di basso grado e alla salute cardiovascolare. Parallelamente è aumentato anche il numero degli integratori che la contengono, spesso associata alla vitamina C o ad altri antiossidanti. Ma cos'è realmente la quercetina? Si tratta di un flavonoide presente naturalmente in numerosi alimenti di origine vegetale, che le piante producono come sistema di difesa contro agenti esterni e stress ambientali. Proprio questa funzione ha attirato l'interesse della comunità scientifica, che da anni cerca di comprendere se le sue proprietà possano tradursi in benefici anche per la salute umana. Come accade per molti composti bioattivi, però, è importante distinguere tra ciò che è stato osservato negli studi di laboratorio e ciò che è stato realmente dimostrato negli studi clinici sull'uomo. La ricerca è promettente, ma molte applicazioni sono ancora oggetto di approfondimento e non giustificano un utilizzo indiscriminato degli integratori. La prima fonte di quercetina resta comunque la dieta. Inserire regolarmente alimenti ricchi di polifenoli rappresenta ancora oggi la strategia più sostenuta dalle evidenze scientifiche per favorire uno stile alimentare equilibrato e ricco di sostanze protettive.

Che cos'è la quercetina e dove si trova

 La quercetina appartiene alla famiglia dei flavonoidi, una delle principali classi di polifenoli presenti nel mondo vegetale. Queste sostanze contribuiscono al colore di molti frutti e ortaggi e aiutano le piante a difendersi dai raggi ultravioletti, dagli agenti atmosferici e dai microrganismi. Tra gli alimenti che ne contengono quantità maggiori figurano cipolla rossa, capperi, mele con la buccia, frutti di bosco, uva nera, broccoli, cavolo riccio, tè verde e alcune erbe aromatiche. La quantità assunta varia naturalmente in base alle abitudini alimentari. Una dieta ricca di frutta, verdura e vegetali di stagione permette di introdurre ogni giorno numerosi polifenoli differenti che, nel loro insieme, sembrano offrire maggiori benefici rispetto all'assunzione di un singolo principio attivo isolato.

Perché la ricerca studia sempre di più la quercetina

 L'interesse scientifico nasce soprattutto dalle sue proprietà antiossidanti. Durante il normale metabolismo cellulare l'organismo produce radicali liberi, molecole instabili che, quando presenti in eccesso, possono contribuire allo stress ossidativo. Questo processo è coinvolto nell'invecchiamento cellulare e nello sviluppo di numerose malattie croniche. Diversi studi sperimentali suggeriscono che la quercetina possa contribuire a limitare alcuni di questi processi grazie alla sua capacità di neutralizzare i radicali liberi e modulare alcuni meccanismi dell'infiammazione. Alcune ricerche stanno inoltre valutando il possibile ruolo di questo flavonoide nella protezione cardiovascolare, nella funzione dell'endotelio, nel metabolismo del glucosio e nella risposta dell'organismo allo stress fisico. Tuttavia, molti risultati derivano ancora da studi di laboratorio o da modelli animali e richiedono ulteriori conferme cliniche.

Quercetina, infiammazione e allergie: cosa sappiamo oggi

 Uno degli ambiti che sta attirando maggiore interesse riguarda il possibile effetto della quercetina sui processi infiammatori e sulle reazioni allergiche. In laboratorio questo polifenolo ha dimostrato di poter influenzare alcuni mediatori coinvolti nella risposta infiammatoria e nella liberazione di istamina, motivo per cui viene studiato anche come possibile supporto nelle allergie stagionali. Le evidenze disponibili nell'uomo, però, sono ancora limitate. Alcuni studi mostrano risultati promettenti, ma al momento non esistono prove sufficienti per considerare la quercetina un trattamento delle allergie o una valida alternativa ai farmaci prescritti dal medico. Anche nel campo dell'infiammazione cronica di basso grado la ricerca è in continua evoluzione. Gli esperti sottolineano che i benefici osservati sembrano essere più evidenti quando la quercetina è inserita all'interno di uno stile di vita complessivamente sano, caratterizzato da alimentazione equilibrata, attività fisica regolare e controllo dei principali fattori di rischio cardiovascolare.

Meglio con gli alimenti o con gli integratori?

 Quando si parla di quercetina, la prima scelta dovrebbe essere sempre l'alimentazione. Consumare quotidianamente frutta, verdura e ortaggi ricchi di polifenoli permette infatti di assumere non solo quercetina, ma anche fibre, vitamine, minerali e numerosi altri composti bioattivi che agiscono in sinergia. Gli integratori possono essere presi in considerazione in situazioni particolari, ma il loro utilizzo dovrebbe avvenire solo dopo una valutazione medica o nutrizionale, soprattutto nelle persone che assumono farmaci o presentano patologie croniche. Va inoltre ricordato che gli integratori non sostituiscono una dieta varia ed equilibrata e non possono compensare abitudini alimentari scorrette.

Quando è necessario prestare attenzione

 Pur essendo generalmente ben tollerata attraverso gli alimenti, la quercetina assunta sotto forma di integratore può interagire con alcuni farmaci, in particolare anticoagulanti e alcune terapie croniche. Per questo motivo è sempre consigliabile evitare il fai-da-te, soprattutto in gravidanza, durante l'allattamento, in presenza di malattie croniche o quando si seguono trattamenti farmacologici continuativi. Anche il dosaggio rappresenta un elemento importante. Le quantità naturalmente presenti negli alimenti sono molto inferiori rispetto a quelle contenute in alcuni integratori ad alto dosaggio, motivo per cui le valutazioni di sicurezza non possono essere automaticamente sovrapponibili. La quercetina è uno dei polifenoli più interessanti della ricerca nutrizionale contemporanea. Le sue proprietà antiossidanti e il possibile ruolo nella modulazione dell'infiammazione continuano ad attirare l'attenzione della comunità scientifica, ma molte applicazioni richiedono ancora conferme attraverso studi clinici di alta qualità. Nel frattempo il consiglio più solido resta quello di privilegiare una dieta ricca di alimenti vegetali, seguendo il modello della dieta mediterranea. Frutta, verdura, cipolle, capperi e altri alimenti naturalmente ricchi di quercetina rappresentano ancora oggi il modo più semplice e sicuro per introdurre questo prezioso flavonoide nella propria alimentazione.