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Alpine A110, ecco la Premiere Edition

La prova della nuova coupé due posti francese

La Renault rilancia il marchio Alpine con una sportiva pura: trazione posteriore, con distribuzione dei pesi 44/56, 252 CV e cambio automatico a 7 rapporti. Alpine A110 riprende il nome della gloriosa antenata del 1962, ne ricalca lo stile in chiave moderna, con proporzioni equilibrate e assetto corsaiolo, ma in grado di consentire un tranquillo utilizzo quotidiano.

Il ritorno del marchio sportivo

I più giovani ricordano, sicuramente, il marchio per alcuni allestimenti sportivi di Renault, ma sotto c’è molta più roba, vediamo di ripassare un po’ di storia. La Alpine fu fondata da Jean Redelè, pilota di rally, nel 1955 in Francia, e il nome deriva proprio dai circuiti stradali delle Alpi, teatro di suoi grandi successi. Fin dallʼinizio le intenzioni di Jean erano di creare auto dalle dimensioni contenute, ben bilanciate e agili, e così dal telaio di una Renault 4 CV tirò fuori la A106, poi nel 1958 costruì un telaio tutto suo e vide la luce la A108, ma i primi successi arrivarono nel 1962, con la A110, che venne anche commercializzata tramite le concessionarie Renault. Nel 1971 la Alpine vinse a Monte Carlo e nel 1973 si aggiudicò il campionato mondiale rally. Il successo spinse anche le vendite e, lo stesso anno, Renault rilevò l’Alpine.

La produzione di Alpine s’interruppe nel 1995, dopo 40 anni di storia, che hanno sfornato circa 30.000 auto di serie e un centinaio di monoposto e prototipi. Oggi però la stessa Renault ha investito molto e rimesso in sesto la fabbrica di Dieppe, dovʼè prodotta l’attuale A110, già disponibile in versione Premiere, super accessoriata e prodotta in soli 1955 esemplari, una cinquantina dei quali destinati al nostro paese al prezzo di lancio di 60.000 euro. Poi, a marzo del prossimo anno, arriveranno le altre due versioni: la Pure e la Legend.

La nuova Alpine A110 è un’affascinante due posti, bassa e “assettatissima”, lunga 4,18 metri e alta soltanto 1,25 metri. Il motore è montato in posizione posteriore centrale e la distribuzione dei pesi, 44 avanti e 56 dietro, la dice lunga sulle potenzialità del mezzo. L’assetto è realizzato in stile auto da corsa, con sospensioni anteriori e posteriori a doppio triangolo. La scocca è interamente in alluminio e il peso totale è contenuto in soli 1.080 kg (1.103 kg la Premiere Edition). Il motore è lo stesso 4 cilindri turbo 1.8 della Megane RS, depotenziato a 252 CV a 6.000 giri in virtù dellʼeccezionale rapporto peso/potenza (notare bene: a prova di fisco italiano), con una bella coppia massima di 320 Nm a 2.000 giri. Il cambio è un 7 marce automatico a doppia frizione, con paddles al volante.

Il tutto è settabile su 3 modalità: normal, sport (e già ti fa divertire, cambiando anche il sound) e truck (in questo caso si stacca quasi tutto, ma è consigliabile solo in pista). L’auto è realizzata come una vera pistaiola, con fondo completamente piatto e un corposo estrattore, che inizia la sua corsa a 3/4 dell’auto e termina, ben visibile, sul posteriore, con al centro un terminale in acciaio ellissoidale. A bordo s’intuisce subito con che cosa si ha a che fare: i sedili sono Sabelt, e su alcuni allestimenti la strumentazione è digitale d’impostazione sportiva, con il contagiri ben visibile. Tre pulsanti sul tunnel centrale consentono di controllare il cambio: Drive, Manual, Neutral e Retro.

L’avviamento (la A110 ha la classica keycard Renault) è con un bel pulsantone rosso, sempre sul tunnel centrale. Sul volante, invece, contornato da grossi paddles in alluminio, c’è il pulsantino più interessante, quello che ti permette di selezionare le modalità di guida. Basta mettere in moto e fare qualche metro per capire che l’auto può dare tanto, ma il bello è che ti consente anche di andare a spasso, senza farti venire l’ernia del disco, come altre concorrenti dirette. Abbiamo girato per le strade della Francia, intorno a Marsiglia, per oltre 200 chilometri, quasi sempre in sport. Ci siamo andati, nei limiti del consentito, con il piedino abbastanza pesante e, con sorpresa, abbiamo constatato un consumo medio di circa 10 litri per 100 chilometri. Abbiamo anche girato un po’ in pista, liberi di scatenare il posteriore in “Truck”: che goduria.

Lati negativi: tra il micro spazio posteriore e il piccolo vano bagagli anteriore c’entrano, al massimo, tre buste della spesa o una borsetta, ma di quelle morbide, e per sedersi bisogna essere abbastanza atletici, vista l’altezza da terra. Cosa gli manca: obiettivamente nulla, forse un bell’autobloccante meccanico posteriore avrebbe rifinito questo piccolo capolavoro di meccanica. A marzo avrà inizio la commercializzazione nel nostro Paese, i prezzi non sono ancora stati definiti ma si parla, orientativamente, di 53.000 euro di base. Alpine A110 si può ordinare soltanto tramite lʼapposita App e su Internet. Non si sceglie allʼinizio neanche l’allestimento, si anticipano 2.000 euro e quando poi arriva l’auto si decide tutto il resto. In Italia ci sono oggi due soli centri Alpine, dove si va a chiedere e si ritira: a Roma e Milano.

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