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Panda lʼEterna, dal motore della Fiat 126 allʼibrida elettrica

La Panda uscì nel 1980 e colpì subito al cuore. Una storia che continua a fare incetta di primati

Fiat Panda al traguardo degli anta

Alzi la mano chi non ha un ricordo, una storia, un fatto legato alla Panda. Anche se non era la nostra auto di famiglia, la city car Fiat era presente ovunque e chiunque aveva un amico, un parente, un fidanzato o fidanzata che la guidava. E via, scatta la nostalgia, quella che il bilancio dei primi 40 anni impone a ciascuno di noi, sempre.

La Fiat Panda uscì nel 1980 e colpì subito al cuore. Era lʼutilitaria moderna, che in sol colpo metteva decenni di distanza tra lei e le ex utilitarie Fiat (la 126 e prima ancora la 500). Un design semplice ma riuscito alla perfezione, un assetto alto che non costringeva a contorsionismi per entrarvi dentro e unʼidea di funzionalità e spaziosità radicalmente nuovi. Una “scatola magica”, come fu ribattezzata dopo il lancio al Salone di Ginevra del 1980. Dopo di lei le auto di massa non sarebbero state più le stesse, per Fiat (e lʼanno dopo arrivò la Uno a sostituire la 127) e per le concorrenti.

 

Eppure, in 40 anni nessuna ha saputo scalzare la Panda dal trono di city car più amata dʼEuropa, unʼauto che ha saputo evolvere restando sempre fedele a se stessa. La riconoscibilità è uno dei segreti vincenti di unʼautomobile: quando vediamo una Porsche o una Golf, anche se nuova di zecca e di ultima generazione, ci accorgiamo subito ictu oculi che è, appunto, una Porsche o una Golf. E lo stesso vale per Panda e per le tre generazioni soltanto che si sono succedute, una lenta trasformazione che non ne ha alterato lo spirito, capace di passare dai vecchi motori delle Fiat 126 e 127 (le Panda 30 e 45 degli esordi) alla Panda Easy Hybrid odierna.

 

Oggi la Panda è più viva che mai. Da 8 anni è lʼauto più venduta in assoluto in Italia e in Europa, soltanto ne 2019, ne sono state immatricolate oltre 375 mila. È stata la prima city car 4x4, la prima city car a vincere il titolo di “Auto dell’anno”, la prima utilitaria con motore diesel e la prima con alimentazione a metano. La seconda generazione debuttò nel 2003 e si portò dietro lʼinnovazione del Multijet, il motore turbodiesel common rail che poi tutti avrebbero utilizzato, e fece sua la tecnologia del gpl e del metano. Con la terza generazione (Salone di Francoforte 2011), Panda tornò in Italia, nello stabilimento di Pomigliano d’Arco dedicato a Giambattista Vico.

 

Amante delle sfide, Panda ancora oggi svetta nel segmento A per la sua carica dʼinnovazione. La gamma propone, ad esempio, il TwinAir Turbo Natural Power da 80 CV, vale a dire la doppia alimentazione benzina/metano ma con la propulsione turbo a rendere più brillante ed efficiente la combustione. E adesso la sfida è quella elettrica, con la nuova Panda Easy Mild Hybrid lanciata in questi giorni a partire da 9.900 euro. Lʼibrido più democratico del mercato.

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