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Monopattini elettrici, le regole Paese per Paese

Ma il loro primo merito è che sono divertenti

Che il settore dei monopattini elettrici e dei servizi di sharing siano galline dalle uova dʼoro non cʼè alcun dubbio. Lo dimostra Milano e la recente vertenza tra il Comune, che ha appena diffuso i regolamenti di circolazione ma non concesso le licenze, e le società che li noleggiano. Al boom dʼagosto è subentrato subito il rinvio, con il conseguente ritiro dei veicoli dalle strade milanesi.

I servizi in sharing alla base del boom

È il caso allora di fare il punto sulle regole di circolazione per monopattini elettrici ed e-scooter, che variano da Paese a Paese e, in Italia, da città a città in base alle ordinanze comunali. La questione non è banale, perché i monopattini elettrici hanno già causato vari incidenti gravi, alcuni mortali. Eppure sono veicoli fondamentali, consentono di muoversi in città meglio delle automobili e in modo più divertente rispetto a metro e autobus. Va però ricordato che questi mezzi non dovrebbero superare la velocità di 20 km/h e che il casco è sempre raccomandato. Lʼuso delle app, dei pagamenti elettronici e la geolocalizzazione sono imprescindibili per usufruire dei servizi di sharing.

In tanti stanno fiutando il business, persino il campione olimpico dei 100 metri Usain Bolt ha creato una società nel settore, la Bolt Mobility, e lo stesso ha fatto Nico Rosberg, azionista di Tier Mobility. Per non parlare di costruttori automobilistici e motociclistici, tutti interessati al nuovo segmento di mobilità cittadina: si va da BMW ad Audi, da Volkswagen a Seat, passando per Piaggio e Ducati. Ma andiamo a vedere, grazie alla ricerca effettuata dal gruppo Volkswagen, le regole in alcuni Paesi.

Negli Stati Uniti i monopattini elettrici sono regolamentati in più di 20 Stati e 30 città. Pioniere è stata la California (da dove arrivano gli skateboard e le dune buggy), ma oggi la loro diffusione è legata alla geolocalizzazione: se unʼarea non è adibita alla loro circolazione, il servizio di geofencing è disabilitato. In Francia si stimano 250 mila monopattini elettrici in circolazione e Parigi è la prima città in Europa per la diffusione dei “trottinettes”. Severamente proibita è la loro circolazione (e parcheggio) sui marciapiedi.

In Germania il Governo ha disciplinato l’utilizzo degli e-scooter, che possono circolare in strada e sulle piste ciclabili, ma non sui marciapiedi. Cʼè un massimo di potenza fissato a 500 Watt e la velocità non può superare i 20 km/h. L’età minima per guidarli è 14 anni, il casco è consigliato ma non obbligatorio, mentre le luci sono dʼobbligo. In Belgio sono attivi 6 operatori di sharing a Bruxelles, in Austria 5 nella sola Vienna e la circolazione è consentita solo in aree ben definite: se si esce da queste, il mezzo emette un suono di allarme fino al rientro!

In Svizzera ci sono stati alcuni gravi incidenti, che hanno limitato la diffusione degli “e-Trottis”, oggi concentrati soprattutto a Basilea e a Zurigo. Pronto al boom è invece il Regno Unito, ma a Londra cʼè al momento un solo operatore di sharing al London Olympic Park. La circolazione è vietata su aree pubbliche e permessa esclusivamente in aree private. In Spagna cʼè grande diffusione a Madrid e Malaga (grazie alla partnership tra Seat e Ufo), ma gli e-scooter non possono circolare nelle aree pedonali né sulle strade con limite di velocità oltre i 50 km/h. In Portogallo è boom a Lisbona con 500 mezzi destinati allo sharing. In Polonia la diffusione coinvolge soprattutto Varsavia e Breslavia, in Svezia le tre città maggiori: Stoccolma, Goteborg e Malmö, merito di un operatore di sharing locale: VOI.

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