Mobilità e altre frenesie

Carburanti del futuro: Idrogeno per BMW e Biodiesel per Mazda

Nella Settimana dei Motori anche il super dividendo di 19 euro agli azionisti Volkswagen per la quotazione in Borsa di Porsche di Antonio Angione

16 Feb 2023 - 10:41

Guardare oltre il futuro non è roba da visionari o per acuti scrittori di fantascienza, ma il modo più semplice per farsi trovare pronti allʼappuntamento con il domani. Per unʼazienda è quasi una necessità. Pensiamo allʼindustria dellʼauto: oggi vende prodotti a combustione termica ma sa già che nel giro di un decennio venderà soltanto veicoli elettrici.

© Ufficio stampa

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BMW Vision M Next

Le date sono fissate, lʼUnione Europea ha stabilito che il 2035 sarà la deadline dei combustibili fossili nelle automobili. I progetti dei costruttori sono già tutti in cantiere e pazienza per i problemi sul tappeto (infrastrutture di ricarica, produzione di energia pulita, smaltimento delle batterie). Si risolveranno! Ma dopo lʼelettrico cosa accadrà? Sì perché “il futuro inizia oggi, non domani”, come ammonì in una celebre frase Papa Wojtyla. E che spiega perché BMW abbia deciso di avviare una piccola produzione in serie della iX5 Hydrogen. I due serbatoi per lʼidrogeno si trovano tra il tunnel centrale e il sedile posteriore, alimentano la batteria ad alte prestazioni (fuel cells) che a sua volta fornisce energia al motore elettrico posto sul retrotreno.

BMW iX5 Hydrogen

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BMW ha già completato un intenso programma di test e nella primavera 2023 fornirà la iX5 Hydrogen ad alcune selezionate regioni europee, dove ci sono stazioni di rifornimento per lʼidrogeno (in Alto Adige ad esempio). Sullʼidrogeno stanno lavorando anche altri costruttori, Toyota e Hyundai ad esempio, la prima già commercializza la Mirai (in giapponese significa “futuro”, guarda un poʼ…) in quei pochissimi micro mercati dovʼè possibile servirsi dellʼidrogeno come carburante. Ma cʼè anche unʼaltra Casa giapponese che sta guardando oltre il futuro in modo originalissimo: Mazda.

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Il biodiesel è lʼalternativa pulita allʼidrogeno e la concept Mazda2 Bio così alimentata è un vero “laboratorio su ruote” di questo carburante. Si ricava da oli di cucina esausti, grassi di microalghe e altri scarti, in unʼottica del riuso che vale molto più di quella del riciclo, e soprattutto il biodiesel di Mazda non produce emissioni di CO2 né scarichi nocivi! E per dimostrare che funziona, il team Mazda Spirit Racing ha iscritto la Mazda2 Bio alla 24 Ore del Fuji il 6 giugno scorso. Il nome commerciale del carburante biodiesel è “Susteo”, lo produce la società Euglena e sarà in vendita in Giappone dal 2025.

Natale a casa Volkswagen ‒ Lʼassemblea generale straordinaria del gruppo Volkswagen ha approvato con il 99,9974% di sì la proposta del consiglio dʼamministrazione e del consiglio di sorveglianza di distribuire un dividendo speciale legato alla quotazione in Borsa (Ipo) di Porsche. Il dividendo è pari a 19,06 euro sia per lʼazione ordinaria sia per lʼazione privilegiata. A questo punto la curiosità ci spinge a chiederci chi siano quei 0,0026% di voti contrari a un così generoso dividendo, in pratica 26 no ogni 100.000 sì! Ma in Borsa sono quotate milioni di azioni del colosso tedesco: 295 milioni di ordinarie A e 206 milioni di privilegiate B. Ma chi è il primo azionista del flottante Volkswagen, società come noto non scalabile per il potere di veto che ha il Land della Bassa Sassonia? La Qatar Investment con il 15,5%. A 19 euro per azione incasserà una montagna di soldi! E pazienza se il regalo non lo consegnerà Babbo Natale e neanche la Befana, da quelle parti non celebrano mica le nostre feste. Gli azionisti si ritroveranno sul conto il mega dividendo il 9 gennaio. Macchine del popolo e milionari arabi.

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