In Italia sono circa 4 milioni

Automobili, al via la rottamazione per i veicoli sottoposti a fermo

Le vetture richiamate dalle cause automobilistiche che non effettuano gli interventi di sicurezza entro due anni potranno essere sanzionate

15 Feb 2026 - 17:27
Foto d'archivio © Ansa

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In arrivo "una piccola rivoluzione" per le auto sottoposte a fermo amministrativo: i veicoli che finora venivano "congelati" rimanendo inutilizzabili e col divieto di cancellazione dai pubblici registri potranno ora essere rottamati e radiati dal Pra (pubblico registro automobilistico). La misura, che potrebbe riguardare circa 4 milioni di vetture - di cui 1 milione di carcasse o auto fuori uso destinate alla demolizione - prevede cambiamenti anche sul fronte dei richiami dalle case automobilistiche: le auto che non effettuano l'intervento previsto entro due anni finiranno in un apposito elenco e potranno essere sanzionate. "La nuova legge rappresenta una piccola rivoluzione" con "vantaggi per tutti", afferma il presidente di Federcarrozzieri, Davide Galli.

Galli chiarisce che "i proprietari di auto sottoposte a fermo fino ad oggi erano costretti a pagare bollo e, fino al 2024, anche l'assicurazione nonostante il veicolo fosse inutilizzabile, mentre ora potranno sbarazzarsi del mezzo ed evitare tali costi". Come conseguenza, però, i proprietari dei veicoli "non potranno beneficiare di incentivi o agevolazioni pubbliche per l'acquisto di un nuovo veicolo, né il loro debito con lo Stato sarà cancellato". 

La possibilità per gli enti locali di rottamare auto e carcasse sottoposte a fermo amministrativo scatterà a partire dal 20 febbraio. I benefici non riguardano solo le tasche degli automobilisti: a beneficiarne, anche la circolazione e l'ambiente, visto che la presenza di queste auto inutilizzate ha portato alla crescita nelle città di vetture abbandonate, con un incremento del degrado e dell'inquinamento. I Comuni, spiega Galli, ora "potranno rimuovere con più facilità le automobili abbondate in strada o su terreni pubblici, e quelle che rappresentano un pericolo sul fronte della circolazione o dell'ambiente".

A fargli eco, il presidente della Società italiana di medicina ambientale (Sima), Alessandro Miani: "Le auto abbandonate sono "bombe" ambientali e rappresentano vere e proprie fonti diffuse di inquinamento", spiega Miani, richiamando anche i rischi sanitari: "La presenza prolungata di carcasse veicolari comporta un rischio di eventi acuti, come incendi accidentali o dolosi, che possono generare emissioni altamente nocive, con effetti diretti sulla qualità dell'aria e sulla salute delle persone".

L'altra novità riguarda le auto oggetto di campagna di richiamo che non si sottomettono agli interventi correttivi. Dal 17 febbraio sarà operativa una banca dati nella quale le case automobilistiche dovranno inserire le vetture che, dopo 24 mesi, non siano state portate in officina per i dovuti interventi di messa in sicurezza. "Oggi i richiami delle case costruttrici si moltiplicano anche in virtù di auto sempre più tecnologiche e dai componenti sofisticati, ma spesso le informazioni rese agli automobilisti non sono efficaci né puntuali", spiega Galli. Con la conseguenza che migliaia di proprietari circolano a loro insaputa su vetture potenzialmente pericolose: il database consentirà a cittadini e organi di polizia di verificare se un veicolo è stato sottoposto o meno alla campagna di richiamo. Previste sanzioni salate per i trasgressori: fino a 60mila euro per i costruttori per ciascuna misura non adottata, 173 euro per i proprietari che circolano con un'auto inserita nell'elenco.

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