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Usa, Trump firmerà legge anti-shutdown ma dichiarerà lo stato dʼemergenza

La mossa del presidente per reperire altri soldi per il muro al confine del Messico

Il presidente Donald Trump è pronto a firmare l'accordo bipartisan sulla sicurezza alla frontiera senza fondi per il muro col Messico per evitare un nuovo shutdown ma dichiarerà una emergenza nazionale per ottenere soldi per il muro stesso. Lo ha annunciato Mitch McConnell, leader dei repubblicani al Senato americano. L'intesa prevede 1,3 miliardi di dollari circa contro i 5,7 miliardi originariamente chiesti da Trump.

Sia la Camera sia il Senato Usa hanno approvato la legge che finanzia il governo sino a settembre evitando così un nuovo shutdown.

A fine dicembre le trattative per l'approvazione del bilancio dell'amministrazione Usa si sono arenate sui 5,7 miliardi chiesti da Trump per costruire il muro al confine con il Messico e hanno portato a 35 giorni (un record) di paralisi del governo federale. Solo grazie a un provvedimento temporaneo, che non prevedeva finanziamenti per il muro, è stato possibile far ripartire per un mese, fino al 15 febbraio, l'apparato amministrativo degli Stati Uniti.

La legge bipartisan e il compromesso - Ora con l'approvazione sia della Camera sia del Senato della legge, e la prossima firma di Trump, è scongiurato un nuovo blocco del governo. Per raggiungere un compromesso, i repubblicani hanno ceduto sui fondi per il muro (limitandoli a 1,3 miliardi), mentre i dem sono arretrati sulla loro richiesta di ridimensionare nettamente il numero di posti letto per la detenzione dei migranti, che passeranno dagli attuali 49 mila a 40mila.

I due partiti hanno raggiunto un compromesso convinti che un nuovo shutdown sarebbe stato dannoso per entrambi: il Grand old party teme che la colpa sarebbe addossata nuovamente ai repubblicani, i dem invece sono preoccupati per i dipendenti federali, zoccolo duro del loro elettorato, e hanno dribblato la "questione morale" del muro sostituendolo con una barriera metallica.

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