Usa, sparatoria alla Brown University di Providence: due morti e nove feriti | Cnn: arrestata una persona sospetta
Le vittime sono due studenti. Il sospetto è un ex militare, forse con problemi mentali
Ennesima sparatoria in un campus americano, dopo quella di tre mesi fa alla Utah Valley University dove è stato ucciso l'attivista di destra Charles James Kirk. Questa volta il teatro del terrore è stata la storica e blasonata Brown University della Ivy League a Providence, in Rhode Island, vicino a Boston, dove studiano circa 10mila studenti. Per ora il bilancio è di due morti, entrambi studenti, e nove feriti. Il sospetto autore della sparatoria, come ha affermato la Cnn, è stato arrestato. Si tratta del 24enne Benjamin Erickson che, secondo alcuni media americani, avrebbe militato nell'esercito da maggio 2021 a novembre 2024 senza partecipare a missioni all'estero e si era trasferito dall'Università del Wisconsin a quella di Providence per il semestre autunnale del 2025. Gli investigatori lo hanno identificato analizzando le immagini delle video camere di sorveglianza del campus e delle vie adiacenti, come è capitato per il killer di Kirk. Le forze dell'ordine affermano che stanno indagando su una possibile e complessa storia di problemi di salute mentale di Erickson.
La sparatoria in un luogo molto affollato
La sparatoria è avvenuta nei pressi dell'edificio Barus & Holley, una struttura di sette piani che ospita la Facoltà di Ingegneria e il Dipartimento di Fisica. L'edificio comprende 117 laboratori, 150 uffici, 15 aule e 29 sale riunioni. Sabato era il secondo giorno degli esami finali del semestre autunnale e quindi c'era un certo affollamento prima del ritorno a casa per le festività.
I colpi e il panico
I primi colpi sono stati uditi a metà pomeriggio e hanno seminato il panico tra gli studenti. L'ateneo ha diramato immediatamente un'allerta invitando a chiudere a chiave le porte, a silenziare i telefoni e a rimanere nascosti fino ad nuovo aggiornamento. Nel frattempo gli studenti, ancora barricati per la sparatoria, rassicuravano i loro cari al telefono e fornivano le loro testimonianze in diretta ai network Usa, tra paura e dolore per la tragedia.
