© Afp
© Afp
Il dietrofront dell'amministrazione Trump dopo il niet del giudice: "Le citazioni devono essere utilizzate solo come ultima risorsa, non come prima"
© Afp
© Afp
Caso Air Force One, dietrofront del governo. Il dipartimento di giustizia degli Stati Uniti ha infatti deciso di ritirare i mandati di comparizione che avrebbero costretto tre giornalisti del New York Times a testimoniare sulle proprie fonti per articoli riguardanti il nuovo velivolo donato dal Qatar al presidente Donald Trump.
La retromarcia, clamorosa ma non sorprendente, è arrivata al termine di un acceso botta e risposta tra il giudice Arun Subramanian e gli avvocati del governo. La ritirata dell'esecutivo, di fronte a una decisa opposizione legale e a un severo richiamo del giudice, rappresenta l'ultimo episodio in cui il dipartimento di giustizia ha rinunciato a costringere i giornalisti a rivelare le proprie fonti davanti a un gran giurì. Non una sorpresa, dicevamo: l'amministrazione Trump aveva recentemente ritirato citazioni simili che avrebbero obbligato a testimoniare in Virginia anche alcuni giornalisti del Washington Post e del Wall Street Journal.
Il giudice Subramanian ha dichiarato che, qualora il dipartimento avesse tirato dritto, avrebbe accolto la richiesta del quotidiano di annullare le notifiche, poiché le leggi e i regolamenti relativi alle citazioni rivolte ai giornalisti stabiliscono che esse debbano essere utilizzate solo come ultima risorsa nel corso di un'indagine. "Le citazioni sono l'ultimo passo, non il primo, ma l'ultimo passo", ha affermato il giudice, richiamando le norme volte a tutelare il primo emendamento della Costituzione. Il magistrato ha sottolineato come le azioni del governo avessero "capovolto completamente" il significato della legge e dei regolamenti.
Il caso, ricordiamo, era scoppiato nei giorni scorsi. Trump aveva viaggiato a bordo del nuovo Air Force One per recarsi al vertice della Nato in Turchia. Ma successivamente, per recarsi in una base della Royal Air Force in Inghilterra, era partito su un modello più vecchio. L'improvviso cambio di aereo era avvenuto al termine del cessate il fuoco con l'Iran, alimentando così speculazioni secondo cui il jet donato dal Qatar (che era stato sottoposto a un ammodernamento da 400 milioni di dollari) non fosse dotato di alcuni sofisticati sistemi di sicurezza. Il New York Times aveva riportato che il cambio di velivolo era avvenuto su richiesta del Secret Service, riferendo che l'aereo più recente potesse essere privo di alcune delle caratteristiche di sicurezza, comprese le misure antimissili. Entrambi gli articoli citavano fonti anonime.