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L'Ue cambia i colori: "In Italia alcune aree rosso scuro, è tra i Paesi ancora a forte rischio Covid"

Le tre Regioni sono Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Veneto, più Bolzano. I presidenti: "Così penalizzati chi fa tanti tamponi". Nella lista Ue anche aree di Portogallo, Spagna, Francia e Germania

L'Italia è tra i Paesi Ue che presto avranno zone "rosso scuro", la nuova colorazione per le aree europee ad alto rischio Covid. Lo ha detto il commissario Ue per la Giustizia, Didier Reynders. L'Italia ha tre Regioni (più Bolzano) che stanno per diventare rosso scuro: sono Emiila Romagna, Friuli Venezia Giulia e Veneto. Tra le aree a rischio in Europa ci sono ampie zone di Portogallo e Spagna e alcuni territori in Italia, Francia, Germania e Paesi scandinavi.

La Commissione europea ha proposto oggi una modifica all'attuale mappatura delle zone epidemiologiche della pandemia di Covid-19, con l'introduzione di un nuovo colore, il rosso scuro. Le aree rosso scuro saranno quelle in cui il tasso d'infezione è maggiore a 500 nuovi casi per 100.000 persone negli ultimi 14 giorni. La proposta, che modifica una raccomandazione del Consiglio Ue già adottata a fine ottobre, riguarda le "misure mirate" da prendere alle frontiere interne dell'Unione per evitare di danneggiare il mercato unico bloccando i movimenti necessari di merci, di "lavoratori essenziali" e dei transfrontalieri, ma scoraggiando fortemente tutti i movimenti "non essenziali".

 

 

La Commissione presenterà la proposta nelle prossime ore agli Stati membri nell'ambito dell'Ipcr ("Integrated Political Crisis Response Mechanism), il comitato di coordinamento del Consiglio Ue sulle misure per contenere l'epidemia di Covid-19. L'Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) aggiornerà con scadenza settimanale la mappa dell'Ue con le diverse zone colorate, includendo le nuove aree rosso scuro. Secondo la modifica della raccomandazione, gli Stati membri dovranno richiedere alle persone che viaggiano all'interno dell'Ue, in provenienza da un'area rosso scuro, di sottoporsi a un test prima dell'arrivo e a una quarantena dopo l'arrivo, come raccomanda il Comitato per la sicurezza sanitaria e come avviene già attualmente in diversi paesi.

 

I presidenti di Emilia, Friuli, Veneto: "Rosso scuro? Penalizza chi fa i tamponi" - Alla notizia secondo cui tre Regioni d'Italia (Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia e Veneto) rischiano di entrare in zona "rosso scuro" secondo i parametri Ue, i presidenti dei tre territori reagiscono con durezza. "Imporre ai nostri cittadini test e quarantena per viaggiare nell'Ue significherebbe penalizzare" chi fa tanti tamponi e non "operare una valutazione su parametri epidemiologici oggettivi". 

 

 

Gli Stati membri dovrebbero anche cercare di evitare interruzioni dei "viaggi essenziali", in particolare per mantenere i flussi di trasporti che si muovono in linea con il sistema delle "corsie verdi", e per evitare interruzioni della catena di approvvigionamento. In considerazione dell'aumento dei rischi dovuti all'andamento dei contagi e alle nuove varianti, anche i "viaggiatori essenziali" (per esempio gli operatori sanitari e le persone che viaggiano per ragioni familiari o di lavoro imperative) in provenienza da aree rosso scuro dovrebbero essere sottoposti a test e quarantena, ma a condizione che questo non abbia un impatto sproporzionato sull'esercizio della loro funzione o esigenza essenziale.

 

 

Covid, Gimbe: meno contagi con la zona rossa di Natale

Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe rileva nella settimana 13-19 gennaio 2021, rispetto alla precedente, "la riduzione dei nuovi casi di coronavirus (97.335 vs 121.644) in Italia a fronte di un significativo e anomalo calo del rapporto positivi/casi testati (19,8% vs 29,5%). Dopo due settimane di lenta risalita di tutte le curve che riflettevano gli allentamenti pre-natalizi, si osserva una riduzione dei nuovi casi grazie agli effetti del decreto Natale, che nei primi giorni ha di fatto colorato di rosso l’intero Paese". In leggera diminuzione i casi attualmente positivi (535.524 vs 570.040) e, sul fronte ospedaliero, si riducono i ricoverati con sintomi (22.699 vs 23.712) e le terapie intensive (2.487 vs 2.636); lieve calo dei decessi (3.338 vs 3.490).

 

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