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Ucraina, il governo pone la fiducia alla Camera sul decreto sulle armi a Kiev | I media: "Funzionari Nato affermano che il Giappone intende unirsi al Purl"
Il governo giapponese ha deciso di aderire all'iniziativa della Nato per fornire all'Ucraina munizioni e attrezzature di fabbricazione statunitense
© Ansa
Il conflitto russo-ucraino giunge al 1439esimo giorno di guerra. Nel corso della notte tra lunedì 9 e martedì 10 febbraio l'equipaggio di un elicottero ucraino ha perso la vita durante una missione di combattimento, secondo quanto comunicato dall'11esima brigata aerea dell'esercito separato "Kherson". Intanto, secondo quanto riportato da Ukrinform, diversi funzionari della Nato avrebbero dichiarato all'emittente giapponese NHK che il Giappone dovrebbe annunciare formalmente a breve il suo piano per contribuire all'iniziativa della Nato, Purl (Prioritized Ukraine Requirements Lists). Mentre il governo italiano ha posto la questione di fiducia sul dl Ucraina alla Camera, come ha annunciato il ministro della Difesa, Guido Crosetto.
Una donna e la figlia di 11 anni sono state uccise in un bombardamento russo su Sloviansk, una città nella regione di Donetsk, nell'Ucraina orientale: lo hanno annunciato le autorità di Kiev. Nel frattempo, nella parte occupata dai russi della regione meridionale di Zaporizhzhia, attacchi aerei ucraini hanno ucciso cinque persone e ne hanno ferite nove, ha dichiarato Natalia Romanichenko, funzionaria del distretto di Vasylivka. Tra le vittime nel villaggio di Skelky c'è un sacerdote, Serhiy Klyakhin, mentre altre sette persone sono rimaste ferite, secondo Romanichenko e la diocesi. Inoltre, nella regione russa di Belgorod (ovest), un uomo alla guida di un furgone ha perso la vita in seguito a un attacco con un drone ucraino nel distretto di confine di Chebekino, come ha dichiarato il governatore Vyacheslav Gladkov su Telegram.
Roberto Vannacci e i deputati a lui più vicini attaccano il leader del Carroccio, Matteo Salvini. "La Lega chiede al governo di porre la fiducia sul decreto di invio armi all'Ucraina per evitare di far palesare il voto di coscienza (o le assenze in aula) di molti leghisti che dal 2022 seguono e credono nelle indicazioni del partito. Io sono sempre coerente con i miei valori". E anche la sua truppa è in campo. Edoardo Ziello attacca: "Il governo dall'inizio del proprio mandato non ha mai posto una questione di fiducia su un provvedimento di tale portata. È evidente una certa ambiguità del ministro Salvini, sempre più schiacciato in una morsa, quella delle sue stesse grandi contraddizioni". E Rossano Sasso, insieme allo stesso Ziello e ad Emanuele Pozzolo, fuori da Montecitorio dice: "Evidentemente è bastato capire che sui nostri emendamenti ci sarebbero state delle defezioni in maggioranza soprattutto nella Lega per indurre la maggioranza ad una riflessione. Il nostro cammino però prosegue con la presentazione di tre ordini del giorno che ricalcano il contenuto dell'emendamento". E, in vista del voto di fiducia, il deputato entrato in Futuro nazionale non si sbilancia: "Ne discuteremo con il nostro presidente e prenderemo una decisione". La posizione dei 'vannacciani' è chiara. 'Stop soldi per Zelensky, più sicurezza per gli italiani', recita lo striscione esposto fuori dalla Camera. E intanto il generale non va per il sottile: "L'esito della guerra in Ucraina ormai è stabilito, da quattro anni continuiamo con questa strategia che non ha dato alcun risultato. Soldi e armi non sono opportuni. Se Calenda vuole combattere, prenda lo zaino, il fucile e gli scarponi e vada a combattere". Mentre il leader di Azione sferza il fondatore di Futuro nazionale: "Gli ucraini non chiedono a nessuno di andare a combattere per loro. Chiedono di avere le armi per combattere per noi e, quindi, quando ne parla lo faccia con rispetto. Lei è il patriota di Putin e, come tale, un traditore della patria". Il dibattito, in ogni caso, si accende sulla collocazione della nuova creatura di Vannacci. "Il mio partito, Futuro nazionale, si presenta come naturale interlocutore del centrodestra", spiega l'europarlamentare. E se il vicepremier e segretario di FI, Antonio Tajani, prova a smorzare i toni e sostiene che il generale "non mi pare che sia un problema di grande importanza, abbiamo cose più importanti da affrontare", Crosetto assicura che le "due persone" che hanno lasciato la Lega per aderire al gruppo Misto, cioè i 'vannacciani' Ziello e Sasso, non rappresentano "un problema politico così rilevante. Le fuoriuscite non sono un precedente particolare".
La decisione era nell'aria e alla fine è arrivata: il governo ha posto la questione di fiducia sul dl Ucraina alla Camera. Ad annunciarlo è stato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che ha spiegato: "Porre la fiducia non è un modo di scappare dagli emendamenti ma un atto più forte, che rende chiarezza, perché obbliga tutti i rappresentanti della maggioranza a dire se su un tema così rilevante continuano ad appoggiare il governo". Dopo gli interventi delle opposizioni che hanno chiesto un chiarimento sulla linea della maggioranza dopo la formazione del gruppo dei 'vannacciani' che hanno annunciato il voto contrario al decreto, a detta del titolare della difesa, la fiducia "non è un modo di scappare da una crisi interna ma semmai di evidenziarla ancora di più".
"Io ho profondo rispetto per il Parlamento e non considero il porre la fiducia come un modo per scappare dalla discussione degli emendamenti. È molto più forte, perché obbliga tutti i rappresentanti della maggioranza a dire se su un tema così rilevante continuano ad appoggiare il governo. E separa e rende chiarezza sulle posizioni delle persone". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto nell'Aula della Camera. "È un atto serio di posizionamento politico della maggioranza e la serietà di questo atto è rappresentato fisicamente dalla mia presenza. Non è un modo di scappare da una crisi interna ma semmai di evidenziarla ancora più", ha aggiunto.
Il governo per voce del ministro della Difesa Guido Crosetto ha posto la questione di fiducia alla Camera sul decreto Ucraina.
L'Unione Europea deve spostare l'attenzione dalla pressione esercitata sull'Ucraina affinché faccia concessioni alla "richiesta di concessioni" alla Russia per raggiungere una "pace sostenibile" e ciò comporta la creazione di un "piano europeo per la pace sostenibile" che delinei richieste specifiche alla Russia. Lo ha detto l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas nel corso di un'intervista rilasciata all'ANSA e ad altre agenzie internazionali, precisando che nei prossimi giorni invierà agli Stati membri proposte per iniziare la conversazione. "Prima di discutere di chi deve parlare con Mosca serve capire di cosa vogliamo parlare".
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha confermato che ci sono stati "contatti" per avviare un dialogo tra Mosca e Parigi. "In effetti, i contatti ci sono stati, possiamo confermarlo. Se lo si desidera e se necessario, contribuiranno a instaurare rapidamente un dialogo al più alto livello", ha dichiarato Peskov rispondendo a chi chiedeva se la Francia avesse ripreso contatti tecnici con la Russia. La scorsa settimana la Reuters aveva scritto che il presidente francese Emmanuel Macron aveva inviato a Mosca il suo consigliere Emmanuel Bonne. Il portavoce ha aggiunto inoltre che Parigi è l'unica capitale europea ad avere mostrato intenzione di riprendere il dialogo con Mosca: "Per quanto riguarda le altre capitali europee, finora non ci sono state iniziative di questo tipo", ha detto Peskov.
L'idea di un cessate il fuoco immediato in Ucraina promossa dall'Europa non risolverà nulla, ha affermato il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov. "Nulla può essere risolto sulla base dell'idea malvagia attualmente promossa dall'Europa. Volodymyr Zelensky sta attivamente giocando con essa. Dicono che la cosa più importante è porre fine alle sofferenze della gente affinché non scorra sangue, un cessate il fuoco immediato e garanzie di sicurezza per l'Ucraina" ha detto Lavrov in un'intervista all'emittente russa. Le garanzie di sicurezza per l'Ucraina non significano sicurezza paneuropea, ma solo la continuazione del conflitto contro la Russia, ha osservato il ministro russo, aggiungendo che quando si raggiungerà un accordo in Ucraina, i meccanismi di controllo richiederanno un attento coordinamento, principalmente attraverso l'apparato militare. Attualmente ci sono contatti con l'Europa sull'Ucraina che l'Ue sta cercando di stabilire attraverso vari canali, ma non c'è nulla di nuovo in essi, ha precisato Lavrov.
Le difese aeree dell'Ucraina hanno distrutto 110 droni lanciati dalla Russia nel corso di un attacco notturno. Lo hanno reso noto le autorità di Kiev. L'aeronautica ucraina ha comunicato che, a causa della caduta di detriti, si sono verificati danni materiali.
Gli insediamenti di tre comunità nella regione di Odessa sono rimasti parzialmente senza elettricità a seguito di un attacco russo a un impianto energetico nella notte appena trascorsa. Lo rende noto il presidente dell'amministrazione militare Oleg Kiper su Telegram, riportato dalla Ukrainska Pravda. "Questa notte, il nemico ha inferto un altro cinico colpo alle infrastrutture energetiche della regione di Odessa - scrive il funzionario - Nel sud della regione sono stati registrati danni a un impianto energetico ed è scoppiato un incendio. Anche un edificio amministrativo è stato danneggiato. Secondo i dati preliminari, non ci sono state vittime. L'impatto ha causato l'interruzione parziale dell'energia elettrica negli insediamenti di tre comunità della regione. Secondo Kiper, le infrastrutture critiche sono state convertite all'alimentazione di riserva tramite generatori. "L'eliminazione delle conseguenze e il ripristino dell'alimentazione elettrica sono in corso", ha concluso il funzionario.
Nella notte le forze di difesa aerea russe hanno distrutto sei droni ucraini. Lo ha riferito il ministero della Difesa russo. "La scorsa notte sono stati sventati i tentativi del regime di Kiev di effettuare attacchi terroristici utilizzando sei droni di tipo aereo diretti contro obiettivi situati nel territorio della Federazione Russa" si legge nel messaggio. "Tre droni sono stati distrutti nel territorio della regione di Belgorod, due nella regione di Astrakhan e uno nella regione di Kursk", ha specificato il ministero.
Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha dichiarato di aver invitato diversi colleghi europei a riprendere il dialogo con la Russia durante un'intervista al quotidiano svizzero in lingua tedesca Tagesanzeiger. "È importante che strutturiamo la ripresa della discussione europea con i russi senza essere ingenui, senza esercitare pressioni sugli ucraini, ma anche senza dipendere da terze parti in questo confronto. Per questo ho invitato diversi colleghi europei a riprendere il dialogo", ha affermato Macron.
Le forze russe hanno attaccato la città di Vilniansk, nella regione di Zaporizhzhia, con droni, ferendo quattro persone. Secondo Ukrinform, la notizia è stata riportata su Telegram dal capo dell'amministrazione militare regionale di Zaporizhzhia, Ivan Fedorov. "I russi hanno attaccato Vilnianks con droni. Case private e annessi sono stati danneggiati. Due donne, un uomo e un bambino di meno di due anni sono rimasti feriti", ha dichiarato. Tutti i feriti hanno ricevuto assistenza medica.
L'equipaggio di un elicottero ucraino Mi-24 ha perso la vita nel corso di una missione di combattimento, secondo quanto comunicato dall'11esima brigata aerea dell'esercito separato "Kherson". La brigata ha riferito che il velivolo non è rientrato alla base, definendo l'accaduto una tragedia profonda. "Questa perdita è un grande dolore", si legge nella nota, che esprime le più sentite condoglianze alle famiglie e ai cari dei militari caduti, ricordati come profondamente devoti al servizio e al loro Paese. "Amavano il cielo e l'Ucraina", aggiunge la dichiarazione, sottolineando che "resteranno per sempre nel cielo". Un episodio analogo si era verificato nel dicembre 2025, quando un altro equipaggio di Mi-24 era rimasto ucciso durante una missione di combattimento personale della 12esima brigata aerea dell'esercito separato.
Diversi funzionari della Nato hanno dichiarato all'emittente giapponese NHK che il Giappone dovrebbe annunciare formalmente a breve il suo piano per contribuire all'iniziativa della Nato, Purl (Prioritized Ukraine Requirements Lists), secondo quanto riporta Ukrinform. Il governo giapponese ha deciso di aderire all'iniziativa della Nato per fornire all'Ucraina munizioni e attrezzature di fabbricazione statunitense, nell'ambito della quale acquisterà l'equipaggiamento non letale per le forze di difesa ucraine. Tokyo ha già informato diversi membri della Nato e l'Ucraina del piano. Il Giappone, che è un partner asiatico dell'Alleanza, dovrebbe annunciare formalmente la sua partecipazione al Purl nel prossimo futuro. I funzionari hanno affermato che il Giappone fornirà finanziamenti solo per equipaggiamento di difesa non letale, tra cui sistemi radar e giubbotti antiproiettile. Un funzionario della Nato ha affermato che anche l'equipaggiamento non letale è essenziale per l'Ucraina, aggiungendo che il coinvolgimento del Giappone nell'iniziativa rappresenta uno sviluppo significativo.
