Trump e l'ossessione per la vasca del Lincoln Memorial: dieci anni di carcere per chiunque la danneggi
Il progetto è costato più di 14 milioni di dollari. Il presidente degli Stati Uniti: "La legge sarà applicata con la massima severità"
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Donald Trump ha minacciato di incarcerare chiunque danneggi l'immensa vasca riflettente adiacente al "Lincoln Memorial" a Washington, D.C., il cui arduo restauro è diventato, per il presidente degli Stati Uniti, una vera e propria saga politica al limite dell'ossessione. Membri della Guardia Nazionale e della polizia dei Parchi Nazionali, d'ora in avanti pattuglieranno l'area antistante la vasca.
I lavori di riparazione
Il progetto di restauro ordinato dal presidente Trump è già costato più di 14 milioni di dollari, ma la vasca è invasa dalle alghe e la vernice del suo rivestimento, installato solo di recente, si sta scrostando. "Di tutte le numerose statue e fontane che abbiamo ricostruito, ristrutturato, pulito e riparato, l'unica a essere stata vandalizzata è la vasca riflettente", ha tuonato il presidente degli Stati Uniti sul suo social Truth.
"Ricordate che la distruzione, o anche solo il tentativo di distruzione, di queste cose è punibile con dieci anni di carcere. E la legge sarà applicata con la massima severità", ha minacciato ancora. E ha aggiunto: "La vasca sarà presto riportata al suo antico splendore. Dovremo svuotarla per riparare due piccole aree", ha infine dichiarato ai giornalisti alla Casa Bianca.
Il caso
La gigantesca vasca riflettente ha incontrato un problema dopo l'altro sin dai primi momenti dalla sua ristrutturazione, fortemente voluta da Donald Trump. L'ex costruttore ha denunciato presunti "sabotatori" che avrebbero danneggiato il rivestimento dello stagno o vi avrebbero versato del fertilizzante. Il Servizio di polizia del Parco Nazionale ha riferito che cinque persone sono state arrestate per "vandalismo" e che ad altre cinque, invece, è stata notificata una citazione in giudizio.
Lo scorso aprile, il presidente degli Stati Uniti aveva annunciato che avrebbe ripulito l’acqua dell’iconica "Reflecting Pool" definendola “sporca” e “disgustosa”. E così, è stato rifatto il rivestimento della vasca per eliminare le persistenti infiltrazioni per poi essere dipinta di colore blu “bandiera americana”, come ha tenuto a sottolineare Trump. Quando il 4 giugno 2026, la vasca è stata riempita, il presidente ha rivendicato il successo della ristrutturazione elogiando lo stato dell'acqua definendola "pulita e bellissima".
"Blu americano"
Donald Trump aveva ordinato di colorare il fondale di blu per trasformare la vasca in una celebrazione cromatica del colore della bandiera americana, giusto in tempo per i 250 anni della Dichiarazione di Indipendenza. Il presidente degli Stati Uniti aveva assicurato che la ristrutturazione sarebbe stata "realizzata a regola d''arte", con le migliori tecniche, e destinata a "durare cento anni". In verità i problemi sono iniziati solo pochi giorni dopo con la comparsa di alghe che hanno colorato l'acqua di verde, tra le proteste degli storici e la sorpresa dei tantissimi turisti giunti al memoriale convinti di vedere un'area rimessa a nuovo.
Secondo alcuni esperti, i problemi sono nati dal fatto che la ristrutturazione ordinata da Trump si sia limitata alla superficie della vasca, lasciando intatto il sistema di tubature sotterranee dell'impianto. Ciò avrebbe accelerato la diffusione di alghe e di conseguenza, il deterioramento del fondale. A quanto riportano i media americani, oltre alla riverniciatura, il National Park Service responsabile dell'impianto ha pagato 1,74 milioni di dollari, sempre senza gara, a una società con sede in Ohio che ha installato un sistema di micro-bolle per uccidere le alghe. Il tutto nella speranza che la vasca torni al suo splendore per il 4 di luglio 2026.
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Alghe e pezzi di plastica blu ricoprono alcune parti della vasca del Lincoln Memorial
Il riferimento all'Iran
L'ufficio stampa del dipartimento dell'Interno ha pubblicato sul social X un post in cui ha difeso il risultato dei lavori e fatto un parallelo con la guerra all'Iran: "L'acqua della vasca riflettente è cristallina e il nostro team del National Park Service sta aspirando il fondo di alcune parti della vasca, proprio come la marina iraniana distrutta che riposa sul fondo del Golfo Persico". Alcune aree, ha spiegato il Washington Post, risultavano in effetti più pulite rispetto alla settimana scorsa, ma la zona centrale si presentava ancora di un verde acceso. Le alghe sono state sempre un problema per la vasca, anche dopo un'altra ristrutturazione avvenuta nel 2012 e costata 34 milioni, ma stavolta Trump aveva promesso di aver trovato la soluzione definitiva. "Sono molto bravo a costruire cose e a realizzare opere", aveva detto il 3 giugno, parlando con i giornalisti.
