Tutta la "truth" su Truth

Accesso prioritario ai social di Trump, ecco le aziende disposte a pagare cifre da capogiro

Il servizio Truth API non nasce per assecondare i più grandi fan del Presidente, quanto piuttosto per dare uno strumento utile ai trader di Wall Street, che da quelle pubblicazioni carpiscono informazioni molto interessanti

12 Ago 2026 - 07:00
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Il "nuovo" Trump © Ansa

Il "nuovo" Trump © Ansa

Quando Donald Trump apre bocca tutto il mondo ascolta. Ma, a prestare orecchio con particolare attenzione, ci pensano soprattutto gli operatori finanziari. Non perché la categoria appartenga più di altre all'elettorato trumpiano. Semplicemente ogni parola del Presidente ha effetto sui mercati e su chi ogni giorno lavora in quell'ecosistema. Il Presidente conosce ovviamente il peso delle sue dichiarazioni e, come nel suo stile, ha deciso di usarle come leva per lanciare un nuovo business. Ecco quindi nascere Truth API, un servizio lanciato all'inizio del mese che offre ai trader di Wall Street la possibilità di visualizzare in anteprima i post degli account più influenti sul social network omonimo. Una piattaforma creata da Donald Trump e su cui si esprime soprattutto Donald Trump, che quindi rientra di diritto tra gli utenti più di peso su Truth.

Una costosa verità

  "The hard truth", la dura verità, per chi vuole abbonarsi al servizio è che per farlo bisogna sobbarcarsi un canone mensile compreso tra 60.000 e 100.000 dollari. A confermarlo in via ufficiale è stato proprio l'amministratore delegato ad interim Kevin McGurn durante una teleconferenza sui risultati finanziari della Trump Media & Technology Group (TMTG). Una cifra di certo alta che taglia inevitabilmente fuori i privati, raccogliendo l'interesse per lo più di società di trading ad alta frequenza. Sarebbero loro i primi clienti del servizio, che avrebbe già tra i suoi sottoscrittori almeno dieci grandi aziende. Anche secondo la stessa TMTG d'altra parte queste ultime apparirebbero al momento come "le più colpite dal costo di un ritardo nelle informazioni".

Il problema etico

  Il cofondatore di Themis Trading Joe Saluzzi sottolinea come già da tempo altri fornitori di dati, organi di stampa e borse valori offrano servizi simili a quelli garantiti da Truth API, suggerendo come ciò costituirebbe un "precedente" per TMTG. Non sfuggirà però a molti il fatto che il sistema messo in piedi da un'idea simile finisca per configurare un concreto rischio di conflitto d'interessi. Anche lo stesso Salluzzi ha d'altronde ammesso alla BBC che un servizio simile abbia problemi dal punto di vista strettamente etico.

Il rischio di inside trading

  Viene davvero difficile non pensare male, vedendo la vendita di queste informazioni come un possibile tentativo di inside trading. Donald Trump infatti non sta facendo altro che vendere in anticipo a terzi informazioni fondamentali per predire in anticipo l'andamento dei mercati. Sostanzialmente si finirebbe forse per aprire una compravendita di informazioni riservate del governo statunitense, configurando quella che la legge sull'inside trading degli Stati Uniti chiama "responsabilità del destinatario dell'informazione". "Semplicemente se fornisco informazioni che appartengono al governo degli Stati Uniti (e che non mi è consentito utilizzare per fare trading) a qualcun altro che mi paga per averle allora anch'io sono colpevole di inside trading. E chi compra dette informazioni lo è al pari di me", ha spiegato con grande capacità di sintesi Richard Painter, ex responsabile dell'ufficio etico del presidente George W. Bush, di certo per storia personale non un democratico.

Reinventare un'idea

  L'inquilino della Casa Bianca, che possiede circa il 41% di Trump Media tramite un trust gestito dai suoi figli, trarrà in ogni caso di certo profitto da questo servizio. Entrate di cui la TMTG pare avere abbastanza bisogno, considerando che la società ha registrato una perdita di 238 milioni di dollari solo tra aprile e giugno. Spostare l'attività sui social media potrebbe quindi essere vitale per una company che da quando esiste non ha ancora registrato profitti concreti. Il bilancio parla di un fatturato di 1,7 milioni di dollari, in aumento dell'89% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, ma con una importante perdita complessiva figlia del calo delle criptovalute. Le cripto sono state finora d'altronde il vero business occulto dietro la TMTG. L'analista di 10x Research Markus Thielen arriva a dichiarare addirittura che la Trump Media sarebbe più che altro una società di partecipazione in criptovalute "avvolta attorno" a un'azienda mediatica. Non è un caso che proprio su Truth fosse stata già annunciata una nuova funzionalità di previsione dei mercati sviluppata con Crypto.com, accantonata solo dopo la mala parata che aveva coinvolto la moneta virtuale. Meglio a questo punto mettere nel cassetto un'idea simile e ripensare il servizio, trasformandolo in un tool pensato apposta per l'elite finanziaria di Wall Street. E qualcuno pare proprio aver già dimostrato interesse, anche se al momento nemmeno i più importanti organi di stampa sono riusciti a scoprire quali siano effettivamente le dieci aziende che hanno investito i loro soldi per sapere in anteprima l'ultima del Presidente.

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