L'amministrazione Trump investirà oltre 2 miliardi di dollari in società attive nella produzione di batterie e minerali critici, nell'ambito degli sforzi per ridurre la dipendenza degli Stati Uniti dai fornitori cinesi. Lo riferisce il Wall Street Journal dopo che il presidente Donald Trump ha annunciato durante una tavola rotonda con dirigenti del settore minerario, che il dipartimento della Difesa ha accettato di concedere un prestito da 1,4 miliardi di dollari a Sila Nanotechnologies, azienda specializzata nella produzione di batterie di nuova generazione, oltre ad aver siglato accordi con altre tre società.
Batterie più potenti sono considerate fondamentali per applicazioni che vanno dai droni ai data center utilizzati per i modelli di intelligenza artificiale, rendendo la produzione nazionale una priorità per l'amministrazione. "Vogliamo che questi prodotti essenziali siano estratti, raffinati e prodotti proprio qui negli Stati Uniti" ha dichiarato Trump, sostenendo che la sua amministrazione abbia concluso circa 160 accordi nel settore dei minerali per un valore complessivo di quasi 40 miliardi di dollari. Secondo il presidente, grazie all'accelerazione delle procedure per ottenere le autorizzazioni, le aziende statunitensi stanno aprendo nuove miniere al ritmo più rapido dagli anni Cinquanta.
Il Pentagono concederà inoltre un prestito da 400 milioni di dollari a Sunrise Energy Metals, società australiana quotata in Borsa che punta a estrarre scandio negli Stati Uniti. Lo scandio viene utilizzato per rafforzare l'alluminio in settori come quello aerospaziale. Il governo statunitense avrà la priorità nell'acquisto della produzione, secondo un modello già utilizzato dal dipartimento della Difesa in altri accordi sui minerali critici.
