In particolare il tycoon sull'omologo francese: "Nessuno lo vuole al Board of Peace per Gaza". Ma lui controbatte smorzando i toni con l'invito al G7 straordinario
Il presidente Usa Donald Trump ha minacciato dazi del "200% su vini e champagne" francesi. Questo dopo le indiscrezioni secondo cui il presidente Emmanuel Macron intenderebbe declinare l'invito a entrare nel Board of Peace per Gaza, organismo internazionale sostenuto dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che Trump sembra voler porre in competizione con le Nazioni Unite come organismo di gestione delle crisi internazionali. "Nessuno lo vuole", ha risposto il tycoon riferendosi al presidente francese. Ma non si sarebbe fatta attendere la sua replica, postata dallo stesso Trump sul suo social Truth. "Amico mio, ceniamo insieme a Parigi", sarebbe il messaggio arrivato dall'Eliseo, poi confermato con l'invito a Trump per il G7 straordinario.
"I dazi aggiuntivi proposti" dal presidente Donald Trump "sono un errore, soprattutto tra alleati di lunga data": "l'Ue e gli Stati Uniti hanno raggiunto un accordo commerciale lo scorso luglio. E in politica, come negli affari, un accordo è un accordo. E quando degli amici si stringono la mano, deve significare qualcosa". Lo ha detto la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, a Davos, evidenziando che la risposta europea sarà "ferma, unita e proporzionata". "Consideriamo il popolo degli Usa non solo come nostri alleati, ma come amici. Trascinarci in una pericolosa spirale discendente finirebbe solo per aiutare gli stessi avversari che entrambi siamo impegnati a tenere fuori dal nostro orizzonte strategico", ha sottolineato.
Interpellato da un giornalista a Miami sull'eventuale assenza di Parigi al Board of Peace per Gaza, Trump ha liquidato il peso politico di Macron e collegato la questione a possibili ritorsioni commerciali. "Be', nessuno lo vuole, perché molto presto non sarà più in carica", ha detto Trump del suo omologo francese. "Quindi va bene così. Quello che farò è questo: se si sentono ostili, metterò un dazio del 200% sui suoi vini e champagne, e lui entrerà. Ma non è obbligato a entrare".
© Truth
Donald Trump ha pubblicato poi sul suo social network Truth uno screenshot di quello che afferma essere un messaggio inviatogli dal presidente francese Emmanuel Macron. "Amico mio, siamo totalmente d'accordo sulla Siria. Possiamo fare grandi cose sull'Iran. Non capisco cosa stai facendo sulla Groenlandia", recita il messaggio. "Posso organizzare una riunione del G7 dopo Davos a Parigi giovedì pomeriggio. Posso invitare a margine ucraini, danesi, siriani e russi", prosegue il post attribuito al capo dell'Eliseo. "Ceniamo insieme a Parigi giovedì prima che torni negli Stati Uniti", conclude il messaggio firmato "Emmanuel".
Il presidente francese Emmanuel Macron ha confermato di aver proposto in un "messaggio privato" al presidente degli Stati Uniti Donald Trump di organizzare un vertice del G7 a Parigi giovedì 22 gennaio, prevedendo la possibilità di invitare, a margine della riunione, anche la Russia, un'ipotesi che segnerebbe una prima volta dopo quasi quattro anni di guerra in Ucraina. Lo riferisce Le Figaro.
Lo stesso messaggio, dunque, era stato pubblicato da Trump sul suo social Truth ed è stato autenticato dall'entourage del presidente francese, che ha confermato che il contenuto è "ben reale". Nel testo Macron propone inoltre di invitare anche l'Ucraina, oltre alla Danimarca per discutere delle divergenze sulla Groenlandia, e la Siria, sempre a margine del vertice dei leader del G7.