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Trump: "Gli Usa non vogliono essere il poliziotto del Medio Oriente"

Contro la decisione del presidente si sono scagliati anche alcuni membri repubblicani del Congresso, che hanno parlato di "macchia per lʼonore degli Stati Uniti"

Trump: "Gli Usa non vogliono essere il poliziotto del Medio Oriente"

Gli Stati Uniti non vogliono più essere "il poliziotto del Medio Oriente senza ricavarne niente". A twittarlo è il presidente Usa, Donald Trump, spiegando che l'America finora ha speso "vite preziose e miliardi di dollari per proteggere altri che, nella maggioranza dei casi, non apprezzano quello che facciamo". E, riferendosi al ritiro delle truppe dalla Siria, spiega: "E' il momento per gli altri di combattere".

"Russia, Iran, Siria e molti altri non sono contenti del fatto che gli Stati Uniti lascino", ha aggiunto Trump spiegando che sta "costruendo le forze armate più potenti del mondo". "Uscire dalla Siria non è una sorpresa. Sei mesi fa ho dato il via libera a restare di più. Russia, Iran, Siria e altri sono i nemici locali dell'Isis. E' il momento di tornare a casa", ha concluso il presidente Usa.


Repubblicani contro Trump: "Macchia per l'onore degli Stati Uniti" - Quella decisa da Trump è una mossa contro tutto e tutti e sta scatenando l'ennesima bufera attorno al presidente americano, alimentando caos e grande preoccupazione in Congresso e tra i Paesi della coalizione anti-Isis.

Contro Trump si sono scagliati anche alcuni membri repubblicani del Congresso, guidati dal senatore Lindsay Graham, che hanno definito la decisione "una macchia per l'onore degli Stati Uniti".

...e Putin plaude la scelta di Trump - Intanto dalle capitali alleate arrivano a Washington decine di telefonate per capire cosa stia succedendo, solo Vladimir Putin plaude alla decisione: "Donald ha ragione, ha fatto bene", sentenzia lo zar del Cremlino, che da sempre parla di presenza "illegale" degli Usa in Siria. E già pregusta i vantaggi di una Russia che avrà mani libere nella regione, così come l'Iran e come la Turchia, pronta a una nuova offensiva sulle milizie curde da quattro anni armate ed addestrate dagli americani, ed ora di fatto abbandonate al loro destino.

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