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Gli Usa preparano il ritiro delle truppe dalla Siria, Trump: "Abbiamo sconfitto lʼIsis, era lʼunico motivo per restare"

Ma il Pentagono cerca di dissuadere il presidente: "La lotta non è finita, anche se la coalizione ha liberato alcuni territori"

"Abbiamo sconfitto l'Isis in Siria". Lo ha affermato su Twitter Donald Trump, spiegando che la lotta all'Isis era "l'unica ragione di essere lì". Secondo il New York Times, il Pentagono starebbe però cercando di dissuadere il presidente Usa dall'intenzione di ritirare completamente le truppe dalla Siria. Secondo i vertici del Dipartimento della Difesa, una mossa del genere rappresenterebbe infatti un tradimento degli alleati curdi.

"La lotta all'Isis non è finita, anche se la coalizione ha liberato alcuni territori che erano in mano all'organizzazione", ha dichiarato la portavoce del Pentagono, Diana White, spiegando come gli Usa "hanno iniziato il processo di rientro delle truppe e si avviano alla prossima fase della campagna".

Le indiscrezioni erano già state anticipate dal Wall Street Journal. Il giornale aveva citato alcune fonti, secondo le quali i funzionari americani hanno iniziato a informare i partner dell'area del loro piano di rientro delle truppe. Gli Stati Uniti si ritireranno "il più velocemente possibile", ha dichiarato un funzionario Usa all'agenzia Afp, in condizione di anonimato. "Garantiremo una protezione delle forze in modo adeguato", ma si tratterà di "un ritiro totale".

Il Pentagono aveva perorato la causa di una più lunga permanenza militare americana in Siria, sostenendo che bisognava impedire un tentativo dei jihadisti di riprendere il possesso della regione. Ma Trump ha segnalato più volte la volontà di riportare le truppe a casa dal Paese mediorientale appena possibile. Il primo invio di militari Usa in Siria risale alla fine del 2015, con l'arrivo di un piccolo contingente di forze speciali, poi nei mesi successivi sono stati inviati altri uomini, per un totale stimato a circa 2.000 unità complessive.

I curdi: "Una pugnalata" - Le forze curdo-siriane definiscono una "pugnalata alla schiena" la decisione "improvvisa" americana di ritirarsi dal nord-est della Siria. Lo afferma una fonte militare delle Forze siriane democratiche (Sdf), sostenute da Washington e che operano nell'est della Siria nel quadro della Coalizione internazionale anti-Isis.

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