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Siria, iniziato l'assalto a Manbij | Erdogan: "Finiremo quello che abbiamo iniziato" 

"Abbiamo il via libera dalla Russia", assicura il presidente turco che attacca i Paesi occidentali: "State con la Nato o con i terroristi?"

La Turchia "andrà fino in fondo" nell'operazione in territorio siriano. Lo ha annunciato il presidente Recep Tayyip Erdogan, confermando l'intenzione di non interrompere l'offensiva contro i curdi nel nord-est della Siria. "Siamo determinati e finiremo quello che abbiamo iniziato", ha aggiunto. Intanto le truppe di Ankara hanno iniziato l'offensiva su Manbij, località strategica controllata dai curdi a ovest del fiume Eufrate.

Le truppe governative siriane, intanto, hanno annunciato di essere entrate nella città. Manbij è da anni al centro di una disputa tra forze arabe e curde, ed eserciti turco, americano e russo. E' il punto di passaggio nel nord della Siria tra la regione di Aleppo e quella di Raqqa.

 

Media: l'esercito di Damasco a 50 km dal confine - Sull'altro fronte, le forze governative siriane sono avanzate nel nord-est del Paese e sono arrivate ad Ayn Issa, tra Raqqa e il confine turco, riferisce la tv di Stato siriana mostrando le immagini "in diretta" delle truppe di Damasco nella località siriana, a 50 chilometri a sud della frontiera. L'accordo Usa-Turchia stabiliva una zona cuscinetto tra i due Paesi con un'area "tampone" di circa 30 km sotto il controllo della Turchia.

 

Erdogan: "C'è l'ok da Putin" - Non sarà un problema per l'attacco a Kobane neanche "l'approccio" mostrato dalla Russia, fa sapere Recep Tayyip Erdogan, commentando l'intesa raggiunta dai curdi con il regime siriano, tramite la mediazione russa, per difendersi da Ankara. "In questo momento girano molte voci",chiarisce poi il presidente turco, sminuendo gli effetti immediati dell'accordo con Damasco, sminuendo gli effetti immediati dell'accordo tra i curdi e Damasco dopo l'abbandono dell'avamposto dai marines americani.

 

Siria, la Turchia avanza nel nord-est all'assalto di Kobane


Ankara: "Guerra al terrorismo, non ai curdi" - Il presidente turco ha inoltre ribadito di nuovo che la Turchia non è in guerra contro i curdi ma contro i gruppi terroristici attivi nella regione di confine tra i due Paesi. Erdogan ha poi aggiunto che "finora sono stati uccisi 500 terroristi curdi".

 

"I Paesi occidentali stanno con la Nato o con i terroristi?" - Erdogan ha poi espresso perplessità su alcuni Paesi europei dicendo: "Ho parlato con la cancelliera tedesca Angela Merkel e il giorno prima con il premier britannico Boris Johnson. Nei nostri colloqui ho capito che c'è una seria disinformazione. Starete dalla parte del vostro alleato Nato o dalla parte dei terroristi? Ovviamente non loro non possono rispondere a questa domanda retorica". Il riferimento è in particolare a Francia, Germania e Italia, i Paesi che intendono sospendere le spedizioni di armi in Turchia.

 

Oms: "Servono cure per un milione e mezzo di persone" - Cresce l'allarme umanitario nel Paese: nell'area degli scontri ci sono 200mila profughi e un milione e mezzo di persone che hanno bisogno di assistenza sanitaria, con un forte rischio di malattie infettive. A segnalarlo è l'Organizzazione mondiale della sanità, che esprime "una forte preoccupazione" per la situazione, anche per gli attacchi agli ospedali.

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