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Siria, Di Maio: "L'Italia blocca l'export di armi alla Turchia" | Trump firma decreto per sanzioni contro Ankara

Dura condanna dellʼUe, Sassoli: "Un Paese Nato non scatena guerra e genocidio". Il presidente Usa: "Sono pronto a distruggere lʼeconomia turca"

"L'Italia varerà un decreto ministeriale per bloccare l'export di armamenti verso la Turchia". Lo annuncia il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, nel giorno in cui l'Ue "condanna l'azione militare di Ankara". Il presidente del Parlamento Ue, David Sassoli, ha precisato: "Un Paese Nato non va in guerra scatenando un genocidio". Trump firma il decreto per sanzioni contro la Turchia.  

L'Ue condanna la Turchia, impegno degli Stati allo stop alle armi - "Gli Stati membri dell'Ue "si impegnano a mantenere forti posizioni nazionali in merito alla loro politica di export di armi" verso la Turchia. E' quanto si legge nel testo di conclusioni del Consiglio esteri dell'Ue sull'offensiva militare di Ankara in Siria, in cui si  "condanna l'azione militare della Turchia che mina seriamente la stabilità e la sicurezza di tutta la regione".

Sassoli: "Embargo appare scontato" - L'embargo delle armi alla Turchia "mi sembra scontato, credo che sia una mossa che possa essere condivisa da tutti. Sarebbe assurdo se non ci fosse un provvedimento di questo genere", ha affermato il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli. "Dobbiamo passare a delle sanzioni molto concrete. Spero che il Consiglio europeo dei ministri degli Esteri prenda delle decisioni in questo senso", ha sottolineato. L'Unione Europea, "deve dimostrare che un Paese della Nato, con cui noi vogliamo stare in amicizia, non va a fare la guerra, tantomeno a scatenare il genocidio di un popolo al quale noi dobbiamo anche essere riconoscenti", 

Sassoli: "Da Erdogan atto di guerra contro i civili" - Daivd Sassoci valuta come "intollerabile" la risposta di Erdogan alla Merkel e dice che la sua "non è un'operazione di polizia o antiterrorismo, è l'invasione di un altro Paese ed è un atto di guerra contro civili. Questo deve mettere in charo l'Europa". Per Sassoli serve "più orgoglio europeo: quando l'Europa parla, bisogna farsi ascoltare".

Conte: "Non è vero che l'Italia è rimasta indietro" - Sull'embargo alle armi alla Turchia "l'Italia è capofila di una decisione forte dell'Ue", dichiara il premier Giuseppe Conte, aggiungendo che "la decisione deve però essere unitaria, altrimenti non è efficace. Se siamo capofila di una simile decisione non vuol dire mica che vogliamo vendere armi a Ankara".

Trump: "L'Europa deve prendere i prigionieri Isis" - Secondo il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, l'Europa dovrebbe prendersi i prigionieri dell'Isis, precisando che "non saranno mai ammessi negli Usa". Secondo le prime stime, oltre 800 familiari di combattenti dello Stato Islamico sono fuggiti dai campi profughi, facendo perdere le loro tracce. 

Trump firma sanzioni contro Ankara: "Pronto a distruggere l'economia turca" - Nella tarda serata di lunedì Trump ha poi firmato il decreto con cui dà il via libera a sanzioni contro la Turchia. Poco prima il presidente Usa aveva ribadito che gli Stati Uniti non sarebbero intervenuti militarmente, ma che erano "pronti a distruggere l'economia turca" attraverso pesanti sanzioni. "Gli Stati Uniti useranno in modo aggressivo le sanzioni economiche per prendere di mira chi consente, agevola e finanzia questi atti efferati in Siria. Sono pienamente pronto a distruggere rapidamente l'economia della Turchia se i leader turchi continueranno su questo percorso pericoloso e distruttivo".

 

Sanzioni per leader turchi e dazi sull'acciaio - Trump ha quindi spiegato che oltre a una serie di sanzioni contro i leader turchi si appresta anche ad aumentare i dazi sull'acciaio sino al 50% e a fermare i negoziati per un accordo commerciale con Ankara da 100 miliardi di dollari.  

 

Pentagono: "Serve risposta Nato, Turchia mina successo lotta a Isis" - Gli Stati Uniti, ha fatto sapere il capo del Pentagono Mark Esper, chiederanno alla Nato la prossima settimana di prendere misure collettive e individuali, economiche e diplomatiche contro la Turchia. Esper ha poi definito "inaccettabile" l'offensiva turca.

Le azioni "irresponsabili" della Turchia, ha quindi proseguito, hanno minato il successo della missione multinazionale in Siria contro l'Isis. "Il rischio per le forze americane nel nord est della Siria ha raggiunto un livello inaccettabile", ha aggiunto Esper, sottolineando che l'azione "unilaterale della Turchia non era necessaria ed è stata impulsiva". Erdogan "si deve assumere la responsabilità delle conseguenze, comprese una rinascita dell'Isis, crimini di guerra o una crisi umanitaria".

Berlino frena: "Sanzioni economiche non all'ordine del giorno" - "Il nostro interesse in questa difficile questione è rimanere in contatto con la Turchia attraverso il dialogo". E' quanto ha dichiarato il portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert, a proposito della posizione di Berlino sulla possibilità di sanzioni economiche alla Turchia. Il giudizio sull'intervento turco in Siria èespresso con cautela dal portavoce del ministero degli Esteri, Christofer Burger. "Non possiamo riconoscere che la situazione attuale possa giustificare dal punto di vista del diritto internazionale un intervento militare contro i gruppi curdi".

Onu: "Catastrofe umanitaria" - Tutto questo mentre la catastrofe umanitaria diventa sempre più una realtà davanti agli occhi dell'Occidente. "E' la piu' grande catastrofe umanitaria dopo la fine della Seconda guerra mondiale, afferma infatti Antonio Guterres, segretario generale dell'Onu, che ha parlato di "inferno sulla terra". Su 23 milioni di abitanti, 5,9 sono sfollati interni e 5,6 riparati nei Paesi vicini. Mezzo milione hanno perso la vita sotto le bombe". 

Macron: "La Turchia fermi le operazioni militari" - "La Francia accentuerà i suoi sforzi diplomatici, in stretto coordinamento con i partner della coalizione anti-Isis, nel quadro dell'Unione europea della Nato e del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, per ottenere l'immediata cessazione dell'offensiva turca in corso". Lo ha detto il presidente francese Macron, secondo il quale l'offensiva di Ankara può scatenare "conseguenze umaitarie drammatiche, un rilancio dell'Il'Isis nella regione, una destabilizzazione durevole del nord-est siriano".

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