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Regno Unito, un artista su due è stato vittima di molestie sessuali

A rivelarlo è un rapporto dellʼUnione Musicisti. Il sindacato chiede al governo britannico nuove misure preventive contro gli abusi

Il 48% dei cantanti del Regno Unito, quasi un artista su due, è stato vittima di molestie sessuali. Il dato spaventoso è emerso da una ricerca di The Musicians' Union (Mu), associazione di categoria britannica, che evidenzia un rischio maggiore per artisti emergenti e performer freelance. L'85% degli intervistati, più di quattro artisti su cinque, non ha mai denunciato tali avvenimenti per paura che le accuse non portino a dei provvedimenti nei confronti degli autori. "Nella maggior parte dei casi che conosciamo - racconta il vice segretario generale Naomi Pohl - in particolare artisti giovani o emergenti abbandonano l'industria dopo episodi di sessismo, molestie o abusi sessuali". 

Cardi B, Lily Allen, Madonna: negli ultimi anni molte star internazionali hanno tentato di rovesciare questo vaso di Pandora, denunciando gli abusi subiti durante le loro carriere. In particolare, Lily Allen - nella sua autobiografia "My Thoughts Exactly" - racconta di essere stata assalita da un dirigente discografico mentre era ubriaca ad una festa. "Molti musicisti che hanno raccontato la loro storia sono stati portati in tribunale per diffamazione, a prova della situazione paradossale che ci troviamo ad affrontare", denuncia la Pohl. 

 

Una ragazza, che desiderava rimanere anonima, ha raccontato al Mu di essere "una delle 10 donne ad aver fatto una segnalazione sulla stessa persona e tuttavia non sono state prese delle misure per quanto ne sappia. Mi è stato detto che quella era solo 'cultura maschile', ecco perché non mi sorprendere che ci siano così poche denunce". L'Unione dei Musicisti britannici ha lanciato un appello al governo inglese per introdurre una legislazione più severa in materia di abusi sul posto di lavoro, ma dal numero 10 di Downing Street non è ancora arrivata una risposta ufficiale. 

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