IN UN DOCUMENTARIO

Omicidio Kercher, Amanda Knox racconta il faccia a faccia "con l'uomo che mi mandò in prigione"

Il riferimento sembra essere a Giuliano Mignini, il magistrato ora in pensione che coordinò l'indagine

22 Gen 2026 - 22:11
 © Ansa

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Diventa un documentario il viaggio di ritorno dall'Italia agli Stati Uniti di Amanda Knox dopo essere stata assolta dall'accusa di aver partecipato all'omicidio di Meredith Kercher, avvenuto a novembre del 2007 a Perugia. Si intitola Bocca del lupo e verrà pubblicato il 26 gennaio. Ad annunciarlo è la stessa Knox sul suo account X. "Racconta del mio viaggio di ritorno in Italia e del mio incontro faccia a faccia con l'uomo che mi ha mandato in prigione", ha detto la 38enne americana. Il riferimento sembra essere a Giuliano Mignini, il magistrato ora in pensione che coordinò l'indagine e con il quale Knox si è incontrata proprio a Perugia. Il suo volto compare spesso nel trailer dello stesso documentario. Il documentario "è più intimo e rivelatore di qualsiasi cosa abbia fatto prima", ha detto ancora Knox.

La vicenda giudiziaria

 Knox venne arrestata per l'omicidio Kercher, condannata in primo grado e poi assolta in appello, sempre a Perugia, venendo quindi scarcerata dopo quasi quattro anni passati in carcere. La cittadina americana è stata poi assolta definitivamente dal reato di omicidio in una lunga e controversa vicenda giudiziaria che è passata anche dalla Corte europea dei diritti dell'uomo. A Knox è invece rimasta la condanna a tre anni per calunnia a Patrick Lumumba, anche se la giovane ha sempre respinto ogni accusa per tutti i reati. Per il delitto è stato condannato in via definitiva Rudy Guede, mentre Raffaele Sollecito - inizialmente ritenuto complice insieme a Knox - è stato assolto.

Il ritorno in Italia

 Nell'estate 2022 Knox è tornata in Italia incontrando Mignini. I due sono poi rimasti in contatto. In una recente intervista, l'ex magistrato ha parlato del rapporto umano con Knox: la definisce la persona che, tra gli imputati, ha conosciuto meglio, e ha spiegato di non essere stato del tutto sereno nel momento in cui ha dovuto chiedere la condanna. Mignini, da padre, ha affermato di essersi trovato in difficoltà davanti a una ragazza di appena 20 anni, l'età di Knox nel 2007. Secondo l'ex magistrato, Knox mostrava diffidenza verso la polizia, in particolare verso la dirigente della sezione Omicidi, con cui i rapporti sarebbero stati tesi perché "odiava Amanda". Oggi, ha concluso Mignini, l'ex studentessa americana appare "più matura e compassionevole", ma conserva un lato "narcisista".

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