LA DINAMICA IN UN VIDEO

Mediterraneo, il trucco della "nave madre": ecco come funziona la tratta dei migranti vicino a Lampedusa

Un drone di Frontex riprende il trasbordo illegale di 81 migranti. La Gdf si lancia all'inseguimento del peschereccio, lo sequestra e arresta i sette membri dell'equipaggio

22 Giu 2019 - 08:31
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Un video realizzato da un drone di Frontex ha documentato il trasbordo di 81 migranti da un peschereccio a bordo di un'imbarcazione più piccola, mostrando la dinamica del traffico di esseri umani del Mediterraneo. Le immagini mostrano come la "nave madre" traini un barcone dalla Libia verso l'Italia. Poi si ferma, fa accostare l'imbarcazione e comincia il trasbordo di decine di persone che indossano magliette colorate e giubbotti di salvataggio.

Durante le operazioni di trasferimento, 60 miglia a sud di Lampedusa, i profughi si accalcano in maniera caotica, alcuni scendono attraverso i boccaporti sotto coperta: con ogni probabilità sono quelli hanno pagato meno per la traversata e sarebbero i primi a morire se qualcosa dovesse andare storto. Poi l'equipaggio del peschereccio si allontana per far ritorno verso il porto libico da cui è partito.

Ricevuta la segnalazione, la guardia di finanza si lancia all'inseguimento del peschereccio, lo raggiunge e lo sequestra. Vengono arrestati i sette uomini dell'equipaggio: sei egiziani e un tunisino. Sul barchino rimorchiato al limite delle acque territoriali italiane si trovavano 75 uomini, tre donne e tre minori.

Nave madre intercettata al porto di Licata - Intanto è giunto nel porto di Licata il peschereccio intercettato dalla GdF al largo di Lampedusa che trasportava un gruppo di 81 migranti trasbordati su un barchino e poi sbarcati sull'isola delle Pelagie. I 7 membri dell'equipaggio, sei di nazionalità egiziana ed un tunisino, sono stati fermati per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. La "nave madre" è stata scortata in porto dalle motovedette del Reparto operativo aeronavale delle Fiamme Gialle; ad attenderla a terra i militari del nucleo Pef di Agrigento e del Gico di Palermo.

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