guerra ibrida

Nato, duemila militari italiani presidiano il fianco Est | Crosetto: "È un problema che riguarda tutti"

"Consolidare l'idea di costruire un'Europa continentale della difesa" ha detto il ministro della Difesa

15 Set 2026 - 19:38
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 © Ansa

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"Ancora una volta, gli aerei italiani sono intervenuti. Gli Eurofighter che sono dislocati in Lituania hanno abbattuto un drone, di cui non è ancora certa la provenienza, dando la dimostrazione di cosa significa far parte di un'alleanza importante come quella della Nato in un fronte, come quello est, che da tempo ormai riserva delle problematiche che non sono problematiche che riguardano questi paesi, ma che riguardano tutta l'alleanza atlantica, quindi compresa l'Italia". Lo ha affermato il ministro della Difesa Guido Crosetto in una dichiarazione video registrata presso la base aerea di Siauliai, in Lituania. Negli ultimi giorni, il ministro è stato in missione in Bulgaria, Polonia, Lituania e Lettonia.

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Nell'ambito degli impegni assunti dall'Italia con la Nato, per il rafforzamento dell'Alleanza sul fronte est, il Parlamento ha autorizzato la presenza di 2.323 militari, 1.046 mezzi terrestri e 9 aerei da schierare in Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Slovacchia e Ungheria. La Baltic Air Policing è una missione avviata dalla Nato nel 2004 in seguito all'ingresso di Estonia, Lettonia e Lituania nell'Alleanza. Poiché i tre Paesi non dispongono di capacità nazionali sufficienti a garantire autonomamente la sorveglianza e la difesa del proprio spazio aereo, gli Alleati assicurano, a rotazione, la presenza di aerei da combattimento, equipaggi e personale di supporto.

Nel 2026 la Nato ha inoltre indicato un'evoluzione della postura e dei piani dall'air policing verso una più ampia air defence, in risposta alla crescente diversificazione delle minacce aeree. L'Italia è la nazione che ha maggiormente contribuito alla Baltic Air Policing; a partire dal 2015 conta infatti dieci dispiegamenti, cui si aggiungono gli impegni sui cieli islandesi, rumeni, bulgari, polacchi, albanesi, sloveni e montenegrini. Lo scorso 31 luglio l'Italia ha assunto per i successivi quattro mesi la guida della difesa aerea Nato nei Paesi baltici con la task force "Baltic Thunder III" nell'aeroporto di Siauliai, in Lituania, dove il personale e i velivoli dell'Aeronautica Militare garantiscono la sorveglianza dello spazio aereo di Estonia, Lettonia e Lituania, assicurando una capacità di intervento rapido a tutela del fianco orientale dell'Alleanza. 

L'Italia contribuisce poi al battle group multinazionale in Lettonia a guida canadese, con base ad Adazi, nell'ambito dell'operazione Nato Baltic Guardian. Altro battle group è stanziato in Bulgaria, a Novo Selo, ed è guidato proprio dall'Italia, composto prevalentemente da personale della Brigata Garibaldi: comprende circa 1.000 soldati e mezzi. I militari italiani contribuiscono infine ad un terzo battle group Nato in Ungheria. Già lo scorso 14 agosto, sempre dalla base lituana di Siauliai una coppia di Eurofighter italiani si era alzata in volo per abbattere un altro drone, che poi si sarebbe rivelato essere un ordigno ucraino finito fuori rotta.