In attesa di affrontare temi economici al Word Economic Forum, il presidente Usa interviene sui temi di politica internazionale
L'Air Force One partito per Davos con a bordo Donald Trump è atterrato a Zurigo: nonostante il ritardo di circa tre ore, il presidente dovrebbe comunque pronunciare il suo discorso al Forum economico mondiale alle 14.30, come previsto. La notizia è stata confermata dagli organizzatori all'emittente Srf. L'aereo aveva dovuto invertire la rotta sull'Atlantico e tornare indietro per un piccolo problema elettrico, come riportato dai media americani. Subito dopo Trump è riuscito a imbarcarsi su un altro aereo per la Svizzera dove è atteso un suo intervento al World Economic Forum.
Lo scontro sul tentativo di Donald Trump di acquisire la Groenlandia, e le difficoltà sulla firma del Board of Peace per Gaza, prevista per giovedì mattina, rischiano di far slittare il piano di aiuti da 800 miliardi di dollari per la ricostruzione dell'Ucraina concordato tra Ucraina, Europa e Stati Uniti, che si sarebbe dovuto discutere a Davos. Lo riferiscono diversi funzionari sentiti dal Financial Times e lo conferma una fonte dell'entourage ucraino al Forum economico mondiale. Secondo la fonte, al momento, uno slittamento è nelle cose, dato il mancato arrivo al Forum economico mondiale del presidente Volodymyr Zelensky, il cui "special address" a Davos era originalmente calendarizzato per martedì mattina. Tuttavia, fra riunioni e contatti frenetici con l'amministrazione Usa e nell'attesa che a Davos atterri il presidente Trump, a Davos filtra anche che non è ancora detta l'ultima parola sul "Prosperity Plan" per l'Ucraina. E che potrebbe esserci una svolta all'ultimo minuto, con un potenziale tavolo sul tema proprio nella giornata di giovedì. Lo stesso giorno in cui il presidente Trump, stando a un invito circolato due giorni fa, ha convocato i leader di numerosi Paesi per la firma del Board of Peace per Gaza, incassando però il diniego di numerosi Stati europei, fra cui Francia, Germania, Spagna e Svezia, vista anche la composizione dell'organismo che includerebbe anche Paesi come la Russia e la Bielorussia.
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, non tornerà a Davos per recarsi a Bruxelles "per preparare il Consiglio europeo straordinario di domani". La presidente non si recherà dunque nella cittadina svizzera, dove è atteso il presidente Usa Donald Trump. Sfuma pertanto l'ipotesi di un incontro con il leader americano.
"Il rischio qui è che ci concentriamo, ovviamente, sulla Groenlandia, perché dobbiamo assicurarci che la questione venga risolta in modo amichevole. Ma il problema principale ora non è la Groenlandia. Il problema principale è l'Ucraina". Lo dice il segretario generale della Nato Mark Rutte al Forum di Davos. "Sono anche un po' preoccupato - aggiunge - che potremmo perdere la bussola, concentrandoci così tanto su altre questioni" e "mentre parliamo, missili e droni russi stanno attaccando le infrastrutture energetiche in Ucraina", quindi "l'attenzione all'Ucraina dovrebbe essere la nostra priorità numero uno. E poi potremo discutere di tutte le questioni, compresa la Groenlandia. Ma dovrebbe essere l'Ucraina la prima cosa, perché è cruciale per la nostra sicurezza europea e statunitense".
"Invito tutti a fare un respiro profondo. Non lasciamoci trascinare da questa rabbia riflessa e da questo risentimento che abbiamo visto", ha detto il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent, a margine del Forum economico mondiale, a proposito della Groenlandia. Perché gli europei "non si siedono, aspettano l'arrivo del presidente Trump e ascoltano le sue ragioni? Sono convinto che rimarranno persuasi", ha aggiunto. Bessent ha definito "infiammatorie" le dichiarazioni dei leader europei e francesi. "Chiediamo ai nostri alleati di comprendere che la Groenlandia deve diventare parte degli Stati Uniti", ha sottolineato il segretario al Tesoro.
"La Nato è cruciale anche per la sicurezza Usa. Il mio ruolo di segretario generale quando c'è tensione tra gli alleati, come in passato tra Turchia e Grecia, non è quello di commentare in pubblico, perché nel momento in cui lo faccio, non posso più aiutare a ridurre la tensione. Sto lavorando sulla questione dietro le quinte. Ci sono tensioni, è vero, ma la diplomazia attenta è l'unica soluzione. Dobbiamo difendere l'Artico, Trump ha ragione. Alla Nato stiamo lavorando per rendere la regione artica sicura". Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte a Davos.
Di fronte alla "postura" adottata da Donald Trump nei confronti dell'Europa, i leader europei devono "indicare quali strumenti abbiamo a disposizione, mostrare determinazione collettiva, essere uniti: questa è la postura europea necessaria". Lo ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde in un'intervista a margine del Forum economico mondiale, aggiungendo: "Poi, quando i partner si siedono attorno al tavolo e quando il presidente Trump avrà ridefinito la sua posizione questo pomeriggio a Davos, ciò permetterà agli europei di decidere cosa fare insieme. Per me, ciò che è fondamentale è l'unità e la determinazione". Alla domanda se gli Stati Uniti siano ancora nostri alleati, Lagarde ha risposto: "Si comportano in modo molto strano per degli alleati. Quando sei alleato nell'ambito del Trattato Nordatlantico, quando sei stato alleato per decenni e hai partecipato alla storia rispettiva degli uni e degli altri, minacciare di impossessarsi di un territorio che non è chiaramente in vendita, come la Groenlandia, e agitare restrizioni tariffarie, restrizioni di vario ordine sul commercio internazionale non è proprio dar prova di un comportamento molto alleato", ha sottolineato.
"L'Europa preferisce il dialogo e le soluzioni, ma siamo pienamente preparati ad agire, se necessario, con unità, urgenza e determinazione. Al di là di questo, abbiamo bisogno di un nostro approccio strategico. Questo è il motivo per cui stiamo lavorando su un pacchetto a sostegno della sicurezza artica. Un primo pilastro sarà un massiccio aumento degli investimenti europei in Groenlandia, in particolare per sostenere l'economia e le infrastrutture locali". Lo ha detto Ursula von der Leyen all'Eurocamera, aggiungendo: "Dovremmo utilizzare l'aumento della spesa per la difesa per acquistare attrezzature adatte all'Artico".
La Francia chiede un'esercitazione Nato in Groenlandia ed è pronta a contribuire. Lo ha annunciato l'Eliseo, mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ribadisce la sua volontà di impadronirsi del territorio autonomo danese. "La Francia chiede un'esercitazione Nato in Groenlandia ed è pronta a contribuire", ha dichiarato la presidenza francese.
Il presidente americano Donald Trump continua a fare pressioni sui suoi collaboratori perché mettano a punto quella che definisce opzioni militari "decisive" contro l'Iran, mentre Washington invia una portaerei e caccia in Medio Oriente. È quanto riporta il "Wall Street Journal", secondo cui Trump ha più volte usato il termine "decisivo" quando ha discusso dell'auspicato esito di un attacco americano all'Iran.
Il presidente Usa, Donald Trump, in un'intervista tv a "NewsNation" ha affermato che ritiene possibile il raggiungimento di un accordo sulla Groenlandia, forse mentre sarà a Davos. Parlando al programma "Katie Pavlich Tonight", Trump ha minimizzato la minaccia di ritorsioni fatta dal presidente francese Emmanuel Macron per rispondere ai dazi a sua volta paventati dal presidente Usa in relazione alla Groenlandia.
Il primo ministro di Israele Benyamin Netanyahu ha accettato l'invito del presidente degli Stati Uniti Donald Trump a far parte del Board of Peace: lo annuncia il suo ufficio, secondo i media internazionali.
Il presidente americano Donald Trump ha minacciato di "cancellare l'Iran dalla faccia della terra" qualora dovesse succedergli qualcosa. In un'intervista rilasciata a "NewsNation" prima di partire per Davos, interpellato sulle minacce mosse da Teheran, Trump ha risposto: "Ho dato istruzioni molto precise: se dovesse succedere qualcosa, l'intero paese salterà in aria".
Il presidente americano Donald Trump è ripartito per la Svizzera a bordo di un nuovo aereo dopo che un "piccolo problema elettrico" ha costretto l'Air Force One a invertire la rotta e tornare nel Maryland meno di un'ora dopo il decollo. Lo riportano i media americani citando funzionari della Casa Bianca. Trump è atteso a Davos per il suo intervento al World Economic Forum, in programma alle 14:30, che potrebbe quindi subire ritardi.